La notte ha da sempre ispirato scrittori e poeti, ma nel caso di Murubutu è qualcosa di più. E’ uno stato mentale, nel quale il musicista si muove, esplorandone i più remoti recessi e giocando con le parole come solo Murubutu riesce a fare.

Con ‘Tenebra è la notte’ chiude una triade di lavori nei quali ha esplorato dapprima il mare, poi il vento e alla fine, appunto, la notte.

Che la notte sia da sempre ‘amica’ degli artisti è cosa fin troppo nota. L’oscurità rende i pensieri chiari e questa è una sensazione che accompagna tutto l’ascolto di ‘Tenebra è la notte’. Non un’oscurità inquietante, sebbene sia spesso popolata di fantasmi, ma una notte d’estate, quando il buio dà sollievo dalla calura estiva e il canto dei grilli arriva dai campi, abbattendo muri ed entrando attraverso una finestra aperta, a fare compagnia, rompendo il silenzio.

Una caratteristica degli album di Murubutu – al secolo Alessio Mariani – è di non lasciare il silenzio tra un brano e l’altro e per questo lavoro ha scelto proprio un estivo canto di grilli (in precedenza avevamo avuto il mare e un ben più inquietante vento). Una scelta singolare che però fa entrare ancora più all’interno del disco, rendendolo un qualcosa che non ha soluzione di continuità, bensì è come aprire un libro e leggere diversi capitoli che parlano di cose a volte diverse, a volte simili, ma tutte con un fil rouge ben identificabile che, in questo caso, è la notte.

Altro punto in comune con gli altri lavori dell’artista, aprire e chiudere il disco proprio come fosse un libro, con un’introduzione che fa comprendere in che mondo ci si muoverà per le tracce che seguiranno e una conclusione che ha il compito di chiudere il discorso, mettendo il classico punto.

Per chi segue da tempo questo artista, sa bene che i riferimenti che si trovano nei singoli brani (che si tratti di un album ufficiale o di un mixtape) non sono solo ‘colti’, ma hanno anche una piccola/grande peculiarità: vanno a pescare autori e riferimenti non comuni, non banali e, per l’ascoltatore più attento, rappresentano uno spunto per conoscere, approfondire o riscoprire autori, film o episodi storici.

In ‘Tenebra è la notte’ si passa con disinvoltura da Borges a Rigoni Stern, a Wordsworth, a Kiergegaard, fino a una scrittrice non poi così nota, come Mercedes Lauenstein e il suo romanzo d’esordio ‘Di Notte’, che ha ispirato la canzone che dà il titolo all’intero lavoro.

Spunti che arricchiscono. Che si possono cogliere o meno. Ma è difficile non accettare ‘la sfida’ implicita di andare a vedere perché un tale autore viene citato.

Anche questo disco – come i precedenti – è sicuramente arricchito dai featuring: da Mezzosangue, a Dj T-Robb, al sempre ottimo Claver Gold, fino a Dutch Nazzari e Willie Peyote e un Caparezza perfettamente inserito in questo contesto nella canzone ‘Wordsworth’.

Curatissima (ma anche questa non è una novità) la parte musicale, così come la produzione: è difficile ‘eleggere’ la canzone preferita di questo album, perché ognuno dei brani racconta una storia a suo modo bella e che lentamente entra nell’immaginario dell’ascoltatore. Certamente il brano dedicato a ‘Wordsworth’ è tra i migliori, ma, dal momento che i gusti sono personali, ‘Occhiali da Luna’ che ‘esplora’ tre modi di vivere la notte ‘artistica’ quando il buio porta con sé l’ispirazione da parte di Murubutu, Dutch Nazzari e Willye Peyote è sicuramente da ascoltare e riascoltare, così come ‘Le notti bianche’ con Claver Gold è una delle canzoni che spicca maggiormente.

La notte è anche ‘amore’ e anche in questo album non manca questo sentimento che troviamo ne ‘La notte di San Lorenzo’, primo singolo estratto da questo album e nel secondo singolo che ha trainato l’uscita dell’album, ‘La vita dopo la notte’, ambedue accompagnati da due video molto curati, cosa non così scontata. E poi un amore passato alla storia come quello tra Franz Kafka e Milena Jesenka, raccontato splendidamente nel brano ‘Franz e Milena’.

Su tutto domina il gusto per la ricerca della parola giusta al posto giusto. Se in ‘La lingua madre’ (nel mixtape ‘La penna e il grammofono’) Murubutu parla in maniera approfondita, questa ricerca – probabilmente spontanea – appare chiara anche in ‘Tenebra è la notte’, a partire dal titolo dell’album. Murubutu domina la lingua italiana. La piega a suo uso. La esalta e, al tempo stesso, la rende ingrediente fondamentale per esaltare i suoi racconti.

Anche in questo lavoro non manca l’episodio storico: se ne «Gli ammutinati del Bouncin’» si racconta della Battaglia di Lepanto e ne «L’uomo che viaggiava nel vento» si scoprono le gesta de ‘L’armata perduta di Re Cambise’, qua ci spostiamo nella Francia degli Ugonotti con il massacro de ‘La notte di San Bartolomeo’, raccontato alla sua maniera, semplice e complessa allo stesso tempo. I racconti storici sono quelli dove – forse – emerge in maniera più evidente l’altra anima di Murubutu, quello che vede ogni giorno Alessio Mariani salire in cattedra e insegnare. E, alla fine, gliene siamo grati, perché in questo modo fa riscoprire anche a chi ascolta le sue canzoni episodi storici che probabilmente sarebbero destinati a restare un pallido ricordo scolastico.

All’inizio dell’anno avevamo detto che ‘Tenebra è la notte’ era uno dei dischi maggiormente attesi del 2019 e, dopo averlo ascoltato (e riascoltato e riascoltato) possiamo tranquillamente dire che valeva la pena aspettare quello che si candida a essere uno dei migliori album dell’anno.

TRACKLIST

  1. Nyx – introduzione
  2. Buio feat. Dj T-Robb
  3. La vita dopo la notte
  4. L’uomo senza sonno feat. Mezzosangue e Dj T-Robb
  5. La stella e il marinaio Dj T-Robb
  6. Wordsworth feat. Caparezza
  7. La notte di San Lorenzo
  8. Le notti bianche feat. Claver Gold
  9. Ancora Buonanotte feat. Daniela Galli
  10. Occhiali da luna feat. Dutch Nazari, Willie Peyote
  11. La notte di San Bartolomeo
  12. Franz e Milena
  13. Omega Man feat. la Kattiveria e Dj T-Robb
  14. Tenebra è la notte feat. Dia
  15. Nyx – outro (strumentale)