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Us-Up-In-Them-Down-Out – Un progetto artistico di René Bassani, basato sulle opere di Peter Gabriel

cartoncino

US – UP – IN – THEM – DOWN – OUT

«Un animale affamato si nutre sempre di tutto ciò che gli pare appetibile»

Un ‘non-artista’ – definizione presa in prestito da Brian Eno – sul ‘non-musicista’ con in mente un progetto artistico che mette in gioco una parte di un anomalo teatro – un negozio di dischi – e lo ripensa come luogo, come spazio e come ambiente.

Ecco che il negozio non è più un luogo di lavoro o, quanto meno, non è solo quello, ma diviene un luogo fisico e mentale, nel quale si può immaginare e realizzare un’opera d’arte.

Fare di un negozio commerciale un progetto d’arte significa ridisegnare, ripensare le coordinate spazio-temporali in cui questo soggetto vive: un lavoro che certamente non è privo di rischi, ma ciò che spinge l’artista su questa strada senz’altro non facile è un sano, ludico desiderio di gioco e leggerezza.

Lo spazio, rimodellato nei limiti consentiti da un uso commerciale, mescola il mondo delle arti con quello della pubblicità, del cinema, della televisione, dell’economia, in un confronto forse ambiguo, ma che oggi è ineludibile.

I media utilizzati oggi dall’arte contemporanea sono molteplici e diversi, spesso provocatori e spiazzanti e rendono sempre più labili e sottili i confini tra le diverse discipline artistiche, sconfinando spesso in territori tra loro non certo attigui e abbattendo quei confini che ci costringono a isolarci in chiuse scatole, forse calde e ammalianti, ma pur sempre gabbie fisiche e mentali.

«Nobody needs to discover me, I’m back again. (…) Looking for someone, And now I’ve found myself a name. Come away, leave me, All that I have I will give. Leave me, leave me,
All that I am I will give».
(Peter Gabriel with Genesis – Looking for someone – 1971)

renéChi sia René Bassani è difficile a dirsi. Schivo, timido, non vuole nemmeno che lo si nomini – tanto che chi scrive queste righe sa già che dovrà lottare non poco per inserirle – ma una presentazione, benché minima è d’obbligo.
E, visto che lui non vuole parlare di sé, diremo solo le poche cose che si sanno: è nato nel 1960, sotto l’arioso segno della Bilancia, dal quale ha senz’altro preso il gusto estetico, la gentilezza e la diplomazia. Difficile vederlo perdere la pazienza, anche se messo a dura prova, facile vederlo seguire le sue idee.
Spesso, quando un disco che lo ispira particolarmente esce sul mercato, dedica all’artista una vetrina in tema: un modo abbastanza anomalo per vendere dischi che gli ha fruttato non pochi riconoscimenti anche dalle case discografiche durante questi anni.
Ha scelto, poi, di fare del proprio negozio un punto di incontro per artisti di tutti i generi ed ha organizzato più volte al suo interno performance dal vivo, che andavano ad unire teatro e musica, video e musica e tanto altro ancora.
Appassionato di arte moderna e contemporanea, riesce a trovare il tempo per coltivare innumerevoli interessi, tra cui – non ultimo – insegnare yoga da moltissimi anni.
Da dire ci sarebbe ancora moltissimo, ma conoscendone il carattere, chiudiamo con la frase di “Looking for someone” – primo disco dei Genesis e quindi di Peter Gabriel che ha acquistato nel lontano 1971 – estrapolata dal testo di una canzone che ha segnato comunque la sua cultura musicale, credendo che sicuramente la condividerà e ci si ritroverà appieno.

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e, per chi volesse, c’è anche la spiegazione dell’opera in inglese

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