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Andrea Schroeder - Where the Wild Oceans End

andreashroederE’ la seconda prova della poetessa e cantante tedesca Andrea Schroeder ed è assolutamente all’altezza della fama che questa artista si è conquistata. ‘Where the Wild Oceans End’ è un viaggio nel tempo e fa scoprire all’ascoltatore le magiche atmosfere di una Berlino dei tempi che furono.

I testi sono stati scritti – come nell’altro lavoro ‘Blackbird‘, datato 2012 – assieme a Jesper Lehmkuhl e la produzione è affidata a Chris Eckman: tre persone che lavorano bene insieme e il risultato è ‘cristallizzzato’ nelle note musicali di questo album che incanta fin dal primo ascolto.

A differenza del primo album che affrontava temi più personali e intimi, qua siamo di fronte a un lavoro dalle caratteristiche più ‘sociali’, dove la vera protagonista è quella Berlino in continuo movimento e mutamento, che si capisce e apprezza solo se ci si appropria anche del suo passato. E proprio al ‘passato’ guarda il lavoro, anche dal punto di vista compositivo – con una struttura che si discosta da quella odierna, che sempre strizza l’occhio al download o allo streaming di un brano, anziché dell’opera intera – e ‘tecnico’, essendo stato registrato ‘alla vecchia maniera’, utilizzando, cioè, apparecchi di tipo analogico.

Forse sono proprio questi ammiccamenti a un passato in definitiva mai veramente ‘passato’, che fanno sì che la mente corra verso artisti quali Patti Smith, Nico o Leonard Cohen.

A conferma che la Schroeder è artista di primissimo rilievo e che questo, alla fine, sarà uno dei dischi più importanti del 2014, arriva la sua personalissima versione di ‘Heroes’ di David Bowie, tradotta in tedesco e divenuta ‘Helden’: una sfida che non era facile superare, ma che la poetessa e cantante tedesca riesce a vincere.

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