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SLASH ~ WORLD ON FIRE

SLASH-WORLD-ON-FIRE-2014-EU-2LP-1Torna con un album da solista uno dei più importanti chitarristi hard rock del panorama musicale contemporaneo e sicuramente uno dei più iconografici, con i suoi riccioli e la sua tuba: Slash.

E lo fa con un disco – ‘World of Fire’ – che la critica, senza nemmeno aspettare l’uscita, ad esempio degli AC/DC, ha dichiarato entusiasticamente il miglior disco hard rock/heavy metal dell’anno.

Noi siamo un po’ più cauti. Sempre ottimisti, ma cauti.

Sicuramente si tratta di un bel disco hard rock, che unisce il suono tipico dei Guns ‘n’ Roses a quello più personale di Slash, un chitarrista che, in definitiva, è sempre riconoscibile e sempre apprezzabile.

Suonato assieme agli oramai storici Myles Kennedy & The Cospirates, segna una sorta di ritorno al passato per Slash, soprattutto per quanto concerne i suoni che pescano a piene mani dal mondo dei Guns’n’Roses e proiettano il lavoro nell’empireo dell’hard rock.

Empireo che è ben lieto di accogliere a braccia aperte questo lavoro, anche grazie al supporto che la chitarra di Slash ottiene dalla voce di Myles Kennedy, molto (a tratti forse troppo) simile a quella di Bruce Dickinson e a momenti impostata ‘alla Axl Rose’.

E poi c’è la chitarra di Slash, con i suoi riff che lo hanno reso riconoscibile e riconosciuto.

A completare questo quadro pressoché idilliaco, ci sono quei ritornelli azzeccatissimi che danno un nuovo senso alla parole ‘orecchiabile’, allontanandola dal concetto di ‘semplicità’ e avvicinandola a quello di ‘qualità’.

Pecca di questo lavoro è forse l’eccessiva lunghezza. Diciassette tracce per circa un’ora e venti minuti, forse, sono un po’ troppi. Certo, gli appassionati magari gioiscono di questa lunghezza, ma in realtà il pericolo è quello di sconfinare nella noia. Un pericolo che riesce a schivare solo a tratti.

Altro piccolo difetto di questo lavoro è quello di avere un suono fin troppo riconoscibile. Molto ‘Guns’ per essere più precisi. Un bene? Si, certamente sì, perché si parla di un suono di alta qualità, ma anche un limite perché alla fine dimostra che Slash, di fronte a un territorio da esplorare, ha scelto di attraversare quel campo che gli è più familiare. Di non rischiare un passo azzardato, ma di andare nella direzione che sa di poter gestire al meglio.

In sostanza, comunque, si tratta di un disco hard rock sicuramente significativo nel genere che rappresenta e che non mancherà di passare come uno dei migliori dell’anno. Il migliore? Forse. Ma ci sono ancora due mesi, quindi aspettiamo a dirlo.

TRACKLIST

  1. World on fire
  2. Shadow life
  3. Automatic overdrive
  4. Wicked Stone
  5. 30 Years to life
  6. Bent to fly
  7. Stone blind
  8. Too far gone
  9. Beneath the savage sun
  10. Withered Delilah
  11. Battleground
  12. Dirty girl
  13. Iris of the storm
  14. Avalon
  15. The dissident
  16. Safari inn
  17. The Unholy

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