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Il concerto che non ti aspetti: la piacevole scoperta dei The Breath al Womad Festival

SAMSUNG CSCUna delle più piacevoli scoperte del Womad Festival 2016 è sicuramente rappresentata da The Breath, il gruppo targato Real World Records che ha recentemente pubblicato il suo lavoro d’esordio ‘Carry Your Kin’.

Una band i cui componenti non sono certamente nuovi alle scene in quanto formata dall’ex ’ex chitarrista dei The Cinematic Orchestra, Stuart McCallum, la cantante irlandese Rioghnach Connolly, che abbiamo trovato impegnata con i Afro Celt Sound System, il pianista sempre dei The Cinematic Orchestra John Ellis e il batterista Luke Flowers.
Di loro, all’uscita del disco, è stato detto un gran bene da parte della critica, ma il dubbio che si trattasse di un progetto poco interessante che si muoveva in ambito folk, in effetti, c’era venuto.

Poi, al Womad, la band è stata protagonista di uno dei live di chiusura. Ed è stata una delle più piacevoli sorprese di tutto il festival.

Il concerto era in programma, infatti, al palco dell’Ecotricity, nel bel mezzo del parco di Charlton dove i The Breath hanno iniziato a suonare e, immediatamente, si è capito che non si trattava del solito folk in salsa più o meno ‘world’, ma di un’elegante rivisitazione di questo genere, impreziosita dalla voce della cantante, Rioghnach Connolly.

E, così, nella loro musica trovi il soul, il pop più leggero, certo, anche un po’ di folk, ma c’è molto di più.
Eseguono le canzoni del disco e la musica prende vita e vibra tra le foglie degli alberi che riparano dal sole che non ha voluto mancare di fare presenza al festival nella sua ultima giornata.

SAMSUNG CSCLa scelta della location forse non è stata delle più felici: difficile arrivare vicini al palco dalla folla che si è assiepata nel parco, ma l’acustica rende perfettamente giustizia al gruppo e, anche se non proprio vicini, si sente benissimo. Anzi, si può gustare il concerto, seduti su una panchina di legno, posta attorno un altissimo e fronzuto albero, cosa che sicuramente non è affatto da disdegnare.

Tutti sul palco portano la loro esperienza pregressa: i musicisti sono solidi e forniscono un ottimo piano di appoggio alla Connolly che interpreta le canzoni con la sua voce ricca di sfumature, ma che non scade mai nel mieloso e nel melenso, come ci si potrebbe anche aspettare.

SAMSUNG CSCDifficile capire quanti realmente conoscessero la musica dei The Breath, ma quello che è sicuro è che tutto il pubblico – formato da persone adulte, ma anche da molti bimbi – rimane in religioso silenzio ad ascoltare la musica diffusa da un palco che si riesce solo a vedere (più spesso solo intravedere) tra gli alberi, segno inconfondibile che il gruppo ha centrato l’obiettivo e dato vita a un grande live.

@fedisp

 

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