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E’ tempo di brano inedito per Andrea Biagioni che va diretto in semifinale a X Factor 10

Andrea Biagioni ha superato anche l’ultima grande prova che lo separava da quella che per il talent più famoso d’Italia è cruciale: la semifinale. Già, perché in semifinale i concorrenti hanno la grandissima opportunità di portare il loro brano inedito che – vada come vada – sarà pubblicato in digitale.

Certo, non è la vittoria, questo è ovvio, ma è comunque il passo più importante, prima di accedere alla finalissima. La prossima puntata, infatti, Andrea avrà la possibilità di far sentire la sua canzone, quella con la quale si presenterà alla finale se tutto andrà bene.

Ma facciamo un passo indietro.

La sesta puntata ha visto i concorrenti sfidarsi in due manche decisamente difficili: una prima ‘libera’, mentre la seconda li ha visti esibirsi con il supporto di un’orchestra. Biagioni ha portato nella prima parte della gara ‘Wanderwall’ degli Oasis, mentre per la parte orchestrale si è confrontato con gli Smiths e la loro ‘Please, Please, Please, Let Me Get What I Want’. In tutte e due le esibizioni ha confermato la sua classe e la sua bravura, prendendosi anche il plauso degli altri giudici. Perfino Arisa non ha avuto molto da ridire sulle sue esibizioni, nonostante la palese avversione nei suoi confronti.

Passato indenne dalle due gare, per Andrea si è quindi aperta la strada alla semifinale. Ma il talent non ha mancato di riservare delle sorprese, se non in termini di eliminazione, in termini di polemiche tra i giudici.

Ad uscire – diciamolo subito – è stato Loomi: un’eliminazione piuttosto scontata, in quanto il giovane rapper aveva detto tutto quello che poteva dire all’interno della gara. Già dalla settimana scorsa continuava a ripetere se stesso. La cosa, di per sé non è negativa, ma è sicuramente il segnale che il futuro per quel cantante è fuori dal palco di X Factor.

Al ballottaggio c’è andato con Gaia e, ancora una volta, ci siamo trovati a vedersi confrontare un concorrente dal percorso travagliato (a dir poco) e uno con un percorso ‘vincente’, uno di quei concorrenti che hanno già messo una serie ipoteca sulla finale.
L’esito, ovviamente, è stato quanto meno scontato.

Non così scontata è stata la (scomposta) reazione di Arisa, giudice di Loomi. Avendo compreso già dalla fine della prima manche che per il suo concorrente si stava mettendo decisamente male, ha iniziato a sparare sentenze un po’ a casaccio e sempre abbastanza fuori luogo e sopra le righe. Di sicuro la classe, l’educazione e lo stile sono cose che non appartengono ad Arisa.

Il battibecco peggiore (ancora una volta) è stato con Manuel Agnelli che palesemente non sopporta il modo di fare di Arisa e il ‘casus belli’ è stata la (a dire il vero poco felice) frase di Arisa che ha dichiarato di non conoscere un brano. Un’ignoranza che pur se concessa, non è ammessa: Agnelli infatti non ha contestato il fatto di non conoscere una canzone, ma il fatto di dare un giudizio negativo in caso di mancata conoscenza. Come dargli torto?
Quel che è seguito, francamente, c’entra poco con la gara, ma molto con l’educazione e, quindi, lasciamo Arisa nella sua beata ignoranza (non nella sola accezione di ‘poca conoscenza’) e andiamo oltre.

Tornando alla gara, Eva è apparsa un pochino più appannata rispetto alle puntate precedenti, mentre sono stati fantastici di Soul System, che, puntata dopo puntata, non sono solo cresciuti, ma hanno anche dimostrato di essere una solida realtà che può trovare una facile collocazione nel mercato discografico.

Adesso, la semifinale è lì a pochissimi giorni e Andrea dovrà vedersela con concorrenti sempre più agguerriti e sempre più bravi. La strada non sarà semplicissima per il chitarrista lucchese, che però può contare sull’appoggio di un giudice che crede in lui e che sicuramente lo supporterà nelle scelte, aiutandolo anche nella definizione del brano inedito, ‘passaporto’ per la finalissima al Forum di Assago.

Non resta, quindi, che attendere pochi giorni e vedere cosa accade. Ma soprattutto giovedì potremo apprezzare Andrea non solo nelle esecuzioni ‘coverizzanti’, ma in una canzone che lo rispecchia in tutto e per tutto.

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