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Baustelle – L’amore e la violenza

‘L’amore e la violenza’ è il nuovo album dei Baustelle, un album «colorato», come lo definisce lo stesso Francesco Bianconi, voce ed ‘anima’ dei Baustelle: «Sembra una scemenza – dice Bianconi – una frase fatta, ma se ci ragiono, mi rendo conto che già l’associazione una connotazione cromatica a un’esperienza auditiva è un fatto per nulla banale».
Questo lavoro arriva a tre anni di distanza da ‘Fantasma’ che, per Bianconi, è, al contrario, «un disco monocolore» che se l’autore dovesse per forza associare a un colore, questo sarebbe il grigio.
Musicalmente parlando, per loro stessa ammissione, è un disco pop, ma questa definizione invece di essere il limite, ne diviene la sua grandezza. Bianconi spiega che hanno scritto melodie che spaziano libere: «melodie di quelle che non hanno paura di essere cantate, ma che, allo stesso tempo, sono scritte come se non dovessero essere ricoperte dalle parole di nessuna lingua. In questo modo, un compositore si scrolla di dosso la responsabilità di rispettare ruoli, modelli e altro. E quindi olé – dice -, si va via lisci, ci si aggancia senza timori alle melodie – di qualsiasi genere – già scritte, rimodellandole e reimpastandole secondo la propria sensibilità».
E sicuramente l’aspetto pop di questo disco ne fa uno dei più liberi dal punto di vista compositivo di questo gruppo. «Oscenamente pop» ha detto Bianconi, spiegando poi che si tratta di «musica che non si vergogna di esibire la propria libertà. Si potrà dire che sia bello o brutto, riuscito o non riuscito, ma di sicuro questo disco più che altri nostri precedenti lavori osa nel mettere in collisione materiali e ispirazioni musicali di matrice diversa, nel mischiare alto e basso, sacro e profano».
Tra le influenze si trova un po’ di tutto, senza limiti: da Giorgio Moroder a Brian Wilson a Burt Bacharach, a Franco Battiato agli Oliver Onions presenti con l’intro della sigla di ‘Sandokan’.
Altra particolarità: non c’è la batteria ma dei campionamenti ritmici, che hanno richiesto un lunghissimo lavoro: «Quello che sentite nel disco – dice Bianconi – è perciò una “ultra batteria” fatta da auto campionamenti di tamburi del nostro percussionista Sebastiano De Gennaro e micro samples pazientemente presi da vecchi vinili (solo cose pubblicate fra il 1975 e il 1982, perché ci interessava un suono fat e asciutto, senza riverberazione naturale nella ripresa)».
‘L’amore e la violenza’, quindi, è un disco da scoprire, ascolto dopo ascolto, apprezzandone di volta in volta i testi, la musica, le citazioni e tutto l’universo che i Baustelle, disco dopo disco, svelano.
Il disco è disponibile anche in vinile.

TRACKLIST

  1. Love
  2. Il vangelo di Giovanni
  3. Amanda Lear
  4. Betty
  5. Eurofestival
  6. Basso e batteria
  7. La musica sinfonica
  8. Lepidoptera
  9. La vita
  10. Continental stomp
  11. L’era dell’acquario
  12. Ragazzina

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