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La lotta per l’uguaglianza di genere in Africa arriva su disco con Les Amazones d’Afrique e la loro ‘République Amazone’

Les Amazones d’Afrique sono un collettivo tutto al femminile di musiciste dell’Africa occidentale, che si battono per l’uguaglianza dei generi.
Sono spesso state descritte come un ‘supergruppo’ e, tutto sommato, la definizione sembra calzare a pennello: ne fanno, infatti, parte Angélique Kidjo, Kandia Kouyaté, Mamani Keita, Miriam Doumbia, Mariam Koné, Massan Coulibaly, Mouneissa Tandina, Nneka, Pamela Badjogo e Rokia Koné. Tutte artiste dalla consolidata carriera ed è un evento raro poter assistere a una collaborazione di questa portata, che porta su album il vero suono dell’Africa contemporanea.

L’album ‘République Amazone‘ mostra tutta la scintillante gamma e la versatilità di queste cantanti che rappresentano in modo perfetto la loro cultura, passando dal funk al blues, con accenni di dub alternati a ritmi antichi, facendo apparire Les Amazones d’Afrique la realizzazione del nuovo melting pot che si configura nelle grandi città del continente africano.

Le canzoni sono cantate alternativamente in inglese, francesce, bambara e fon: a tratti sembrano attraversare diverse decadi nell’arco di un solo brano.

Le componenti di questo supergruppo sono tutte famose e hanno collezionato numerosi riconoscimenti internazionali. A unirle il fatto di aver lavorato fianco a fianco per supportare i diritti delle donne e come collettivo hanno deciso di dare vita a questo album ‘République Amazone’.
Nneka ha affermato che questa è stata la prima volta che ha lavorato con un gruppo di altre musiciste, dove tutte mettono da parte il proprio ego: «Ho avuto la mia personale storia di abusi e violenza domestica da condividere, quindi ho sentito subito fortemente la connessione con queste donne e con il progetto stesso».

In gran parte dei Paesi dell’Africa occidentale, ma anche in molti altri posti nel mondo, la diseguaglianza tra i generi è portata all’eccesso e fonte di violenza: proprio per questa ragione, le donne de Les Amazones d’Afrique hanno deciso di utilizzare la musica come loro arma, nel tentativo di indirizzare coloro che continuano a usare violenza contro le donne verso un ragionamento diverso che possa disinnescare questo circolo di violenza.

Il supergruppo supporta e raccoglie fondi per la Panzi Foundation, che ha preso in carico circa 86mila ragazze e donne che presentavano traumi ginecologici nella Repubblica del Congo, di cui circa la metà sono sopravvissute a delle violenze sessuali.
Un progetto, quindi, molto interessante dal punto di vista sociale e umanitario, che non si può che condividere. Ma dal punto di vista musicale, nonostante le titolate Amazones, non rispecchia completamente le aspettative.

In realtà, rappresenta un insieme di canti tradizionali, in qualche misura ‘riletti’ attraverso suoni molto contemporanei e ‘occidentali’.
Se da una parte questa tendenza che si riscontra sempre più in quella che potremmo definire World Music del Terzo Millennio, fa sì che la musica del mondo sia più accessibile in ogni angolo del pianeta, è anche vero che non la porta a progredire. Non è un’evoluzione naturale, quella alla quale assistiamo, bensì una contaminazione.
Interessante? Sicuramente si. Ma non sufficiente per fare del disco qualcosa di epocale.
Insomma, un disco che sicuramente è importante per i temi trattati e per il progetto che supporta, ma che – dal punto di vista strettamente musicale – forse delude un po’.

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