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Morrissey e la polizia italiana, seconda puntata: per la polizia andava contromano in via del Corso e lui annulla i concerti perché si sente minacciato

Continua la querelle Morrissey-Roma. O meglio, Morrissey-Polizia italiana. A seguito della presunta aggressione da parte di un poliziotto in via del Corso a Roma, il musicista inglese infatti ha dichiarato di aver deciso di annullare le date – probabili ma non fissate – del tour italiano.

Morrissey ha infatti dichiarato che non vuole suonare in un Paese dove si sente minacciato e, quindi, non procede nell’organizzazione delle date italiane.

Ma, dal canto suo, la polizia non ci sta ad accettare questo genere di accuse ed ecco che la Questura di Roma, a sua volta risponde alle accuse di ‘aggressione’, mosse da Morrissey e dal nipote. La polizia ha smentito ufficialmente quello che dichiarato da Morrissey e pubblicate sui social.

La Questura ha affidato il suo messaggio a ‘Repubblica’, dove in una lunga intervista ha raccontato come sono andati i fatti. Una versione, ovviamente, diversa da quella raccontata dall’artista inglese e dal nipote Sam Esty Rayner.

Stando alla polizia, infatti, il fotografo e Morrissey quando sono stati fermati si sarebbero trovati alla guida di una Cinquecento. A fermarli sarebbe stato un agente antiterrorismo, insospettito dalla guida troppo veloce, ma soprattutto contromano su una Via del Corso piena di turisti e passanti. Fermato, gli agenti avrebbero chiesto a Morrissey i documenti e, come da lui ammesso, non ne aveva con sé. Da questo, il diverbio che potrebbe comunque portare a una denuncia per diffamazione da parte della Questura di Roma nei confronti dell’artista.

Come riporta Repubblica, infatti, «Dopo le prime verifiche, i poliziotti hanno contestato all’autista, il quale ha ammesso le proprie responsabilità, il verbale – si legge nella nota della Questura – L’altra persona (Morrissey ndr) invece ha mantenuto sin da subito un atteggiamento ostativo: cittadino inglese, ha insistito nel dire di non avere l’obbligo di declinare le proprie generalità né di dover esibire i documenti in quanto non aveva commesso alcun reato, stupito dal fatto di non essere stato peraltro riconosciuto. Dopo varie insistenze gli agenti, che parlavano inglese, hanno consentito per ben due volte all’uomo di effettuare telefonate in albergo e, facendosi passare l’interlocutore, hanno appreso che si trattava del noto cantautore britannico».

Questo è l’articolo completo di Repubbica: http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2017/07/06/news/morissey_annulla_i_concerti_in_italia_non_mi_sento_sicuro_tra_gli_psicopatici_-170113221/

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