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Farewell Walter Becker: se ne va a 67 anni il chitarrista degli Steely Dan

Era uno dei fondatori degli Steely Dan, band di cui ha rappresentato una delle colonne portanti con la sua chitarra e ci lascia a soli 67 anni: Walter Becker già quest’estate aveva rinunciato ai concerti degli Steely Dan a Los Angeles e a New York. La motivazione che era stata riportata dall’altro fondatore degli Steely Dan, Donald Fagen, era stata che l’amico si stava riprendendo da un’importante operazione chirurgica, ma Fagen non aveva fornito ulteriori dettagli in merito.

Adesso, il sito ufficiale ha dato la conferma che Backer ha terminato il suo cammino su questa terra.
Il chitarrista aveva creato assieme a Donald Fagen una delle band jazz rock più famose al mondo. Era il 1972 quando nacque il primo nucleo degli Steely Dan che, coinvolgendo a più riprese vari musicisti, sono stati in attività fino a oggi. In realtà hanno fatto una pausa di poco più di dieci anni, tra il 1981 e il 1993, quando Fagen intraprese una (soddisfacente in termini di risultati) carriera solista.

Walter Becker era nato nel Queens il 20 febbraio 1950 ed è cresciuto nella Contea di Westchester e a Forest Hills. Dopo aver studiato per un po’ il sassofono, decise che lo strumento che lo faceva esprimere meglio era la chitarra ed ebbe come ‘maestro’ Randy Wolfe che lo introdusse nel mondo del blues.
Incontrò al Bard College in Annandale-on-Hudson il suo amico e socio Donald Fagen, che di lì a poco sarebbe divenuto l’altra metà degli Steely Dan.
Nel periodo in cui Fagen ha perseguito la sua carriera solista, Becker si è trasferito alle Hawaii, iniziando una carriera come produttore musicale e, in questa sua esperienza, ha prodotto artisti come Rickie Lee Jones, Michael Franks e i China Crisis, di cui è considerato, di fatto, il quinto membro effettivo della band.

Nel 2000, Becker si riunì a Fagen e nacque un nuovo album degli Steely Dan, il primo dopo 20 anni, ‘Two Against Nature’ che si guadagnò il Grammy Award come album dell’anno e al quale fece seguito, nel 2003, ‘Everything Must Go’. Al momento, secondo quanto è dato di sapere, era a lavoro a New York a un nuovo album da solista.

Ed ecco il ricordo dell’amico di sempre, Donald Fagen:
«Walter Becker era il mio amico, il mio writing partner e il mio bandmate da quando ci eravamo conosciuti al Bard College nel 1967. Cominciamo a scrivere canzonette sciocche su un piano verticale che stava in una saletta della lobby del Ward Manor, una vecchia e cadente costruzione sul fiume Hudson che il college usava come dormitorio.
Ci piacevano molte delle stesse cose: mi vengono in mente il jazz (dagli anni Venti fino a metà dei Sessanta), W.C. Fields, i fratelli Marx, la fantascienza, Nabokov, Kurt Vonnegut, Thomas Berger e i film di Robert Altman. E anche la musica soul e il blues di Chicago.
Walter aveva avuto unn’infanzia molto dura, vi risparmio i dettagli. Per fortuna era uno tosto, un chitarrista eccellente e un grande autore di canzoni. Era cinico sulla natura umana, compresa la propria, e molto divertente. Come molti ragazzi che escono da famiglie tormentate, aveva un gusto per le imitazioni creative, per leggere la psicologia nascosta delle persone e per trasformare quello che vedeva in arte, brillante e incisiva. Scriveva delle lettere imitando lo stile originale di mia moglie Libby e tutti e tre ne ridevamo come pazzi.
Le sue debolezze ebbero la meglio alla fine degli anni Settanta, e ci perdemmo di vista per un po’. Negli Ottanta, quando stavo mettendo insieme la NY Rock and Soul Review con Libby, ci ritrovammo, ricostruimmo il progetto Steely Dan e mettemmo insieme un’altra band formidabile.
Intendo mantenere viva la musica che creammo insieme fino a quando posso, con la band degli Steely Dan.
Donald Fagen
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