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Un concerto che non si dimentica tra emozione e grande musica: il ‘No Filter Tour’ dei Rolling Stones sotto le Mura di Lucca [tracklist inside]

E’ difficile descrivere o semplicemente raccontare un concerto che, di fatto, è un pezzo di storia della musica. Ogni sostantivo, ogni aggettivo sembra diventare riduttivo se riferito a qualcosa di così grande come un concerto dei Rolling Stones sugli spalti delle Mura, un qualcosa che sembrava impossibile e che, invece, è divenuta realtà grazie anche alla caparbietà di Mimmo D’Alessandro che c’ha creduto fortemente da sempre.

Il gruppo di spalla, gli Struts, sono stati un riempitivo che ha accorciato l’attesa, ma sono stati del tutto inutili dal punto di vista artistico. Si, per carità, ce l’hanno messa davvero tutta, ma non sono riusciti a convincere con la loro esibizione. Hanno fatto simpatia, questo sì, soprattutto quando il cantante si è praticamente scusato di essere su quel palco di fronte a un pubblico che stava aspettando i Rolling Stones. L’ascolto è stato poco meno che distratto, ma l’impressione è che abbiano riproposto la stessa canzone almeno un paio di volte. D’altronde, non essendo un gruppo molto famoso, è difficile seguire la scaletta. La presenza scenica è quella che può essere. Un gruppo spalla anonimo, ma forse sarebbe stato difficile per chiunque stare su un palco di quell’importanza.

L’inizio del concerto è stato pressoché puntuale, giusto una decina di minuti di ritardo, poi gli Stones hanno iniziato a salire sul palco, a partire da Charlie Watts, in camicia bianca. Una camicia bianca che resterà stirata, pulita e mai sudata per tutto il concerto. E si comincia alla grande con ‘Simpathy for the Devil’, che fa immediatamente ballare e cantare gli oltre 55mila spettatori presenti sugli spalti delle Mura. Ma – e c’è da giurarsi – anche quelli che hanno ascoltato il concerto fuori dall’area ‘ufficiale’ si sono subito fatti prendere dall’atmosfera di un live che trascina.

L’atmosfera nell’area del concerto è caldissima già prima dell’inizio del live. Lentamente tutti gli spazi si sono riempiti e, parlando in giro, non si sono sentite lamentele per quanto riguarda l’entrata, che ha funzionato perfettamente sia dalla parte del Prato A che di quello B. I prefiltraggi hanno reso comunque fluido lo scorrere delle persone e non ci sono stati grandi problemi, se non quelli ‘fisiologici’ a ogni concerto, legati a qualche spettatore che ha alzato un po’ troppo il gomito.

Il pubblico è veramente eterogeneo: ci sono persone di ogni età, di ogni Paese o parte d’Italia. Ci sono ragazzi giovani e giovanissimi, accanto a persone che hannno tranquillamente una settantina d’anni. Il bello di un concerto di questo genere è proprio quello di unire le generazioni nel nome della musica. Tutti coloro che amano la musica, di fatto, si ritrovano a cantare le canzoni dei Rolling Stones, a prescindere da dove provengono o che età abbiano. Ma, in fondo, la musica questo fa: abbatte le barriere, di qualsiasi genere o tipo.

La scaletta del concerto ricalca fedelmente quella delle altre date – più sotto la trovate per esteso – se non per la canzone ‘scelta’ dal pubblico che varia di volta in volta e per una – peraltro orribile – ‘Con le mie lacrime’, traduzione italiana di ‘As tears goes by’, di cui francamente non si sentiva il bisogno e che dimostra come fosse deleteria questa moda di tradurre in italiano le canzoni di successo estere che c’era negli Anni Sessanta e Settanta. E’ stato però il modo di Mick & soci di omaggiare in qualche modo l’Italia. Un qualcosa che Mick Jagger ha fatto nel momento della canzone ‘variabile’ e ha detto che non c’era niente di Puccini. Dettagli che fanno la differenza. Per la cronaca, la canzone scelta per Lucca è stata ‘Let’s Spend the Night Together’.

Keith Richards rimane un grande protagonista sul palco, anche quando sbaglia, anche quando stona. Se Mick Jagger è tutta energia, salta, balla e non sta fermo un solo istante; se Ron Wood è il punto di riferimento solido del sound Stones e si muove con una disinvoltura da invidiare; se Charlie Watts sembra lì per prendere un tè più che per suonare la batteria; Keith Richards è la trasgressione allo stato puro. Certo, le due canzoni che canta – ‘Happy’ e ‘Slipping Away’ – non sono di sicuro il punto più alto del live, in fondo è trasgressione anche il suo cantarle così male, quasi rovinarle. E che dire del suo saluto? ‘Alla faccia di chi ci vuole male’. E qua c’è veramente tutta l’essenza di Richards.

La location scelta per questo evento, effettuata da Mimmo D’Alessandro a suo tempo, gli spalti delle Mura dell’ex Campo Balilla, si è rivelata ottima. Ovviamente chi era più indietro ha potuto godere dello spettacolo solo dai maxischermi montati sul bellissimo palco del tour, ma questo accade in tutte le arene che ospitano concerti di questa portata. In realtà, le Mura hanno fatto da sfondo perfetto alla musica e, soprattutto, all’atmosfera del concerto che gli stessi Stones vogliono per questa serie di concerti.

L’atmosfera della musica è proprio la chiave di lettura di questo concerto. Gli Stones, sebbene abbiano portato sul palco solo due canzoni dall’ultimo album ‘Blue and Lonesome’ e, in particolare, ‘Just Your Fool’ e ‘Ride ‘em on Down’, ricrea nella maniera più fedele possibile il mood di quell’album. Il blues ha un posto di primissimo piano in ogni brano – soprattutto della prima parte del concerto – ma soprattutto sono loro, gli Stones, e il pubblico. Quasi cerchino un rapporto ‘umano’ più vicino. Non sono lontani, hanno una passerella che li porta in mezzo al pubblico e la sensazione è quella che vogliano sentire una vicinanza con l’audience più forte che mai. Un’atmosfera che fa la differenza anche per il pubblico.

In definitiva, il concerto più grande di sempre per Lucca è passato e ha lasciato il segno. Un segno che rimarrà per molto tempo impresso indelebilmente nella memoria dei quasi 60mila presenti, attraverso le note, le sensazioni, le luci, i colori e le emozioni che si sono sprigionate dal palco lucchese.

 

 

 

TRACKLIST

  1. Sympathy for the Devil
  2. It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It)
  3. Tumbling Dice
  4. Just Your Fool (Buddy Johnson and His Orchestra cover)
  5. Ride ‘Em on Down (Jimmy Reed cover)
  6. Let’s Spend the Night Together
  7. Con le mie lacrime (As Tears Go By)
  8. You Can’t Always Get What You Want
  9. Paint It Black
  10. Honky Tonk Women
  11. Happy (Keith Richards on lead vocals)
  12. Slipping Away (Keith Richards on lead vocals)
  13. Miss You
  14. Midnight Rambler
  15. Street Fighting Man
  16. Start Me Up
  17. Brown Sugar
  18. (I Can’t Get No) Satisfaction

ENCORE

  1. Gimme Shelter
  2. Jumpin’ Jack Flash

1 pensiero su “Un concerto che non si dimentica tra emozione e grande musica: il ‘No Filter Tour’ dei Rolling Stones sotto le Mura di Lucca [tracklist inside]

  1. Io c ero è stata una grande esperienza sapevo che nn sarebbe stato un live degli Stones anni 70. Ma è stato emozionante. E loro sono stati grandi. Come la città intera coraggiosa e splendida in tutta la sua organizzazione. Come ha detto lui a chi ha criticato tutto….vi siete persi un evento straordinario. Grazie Mimmo grazie Lucca.

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