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Iosonouncane + Paolo Angeli: un mix di suoni primitivi e contemporanei

Il salmastro del tempestoso mare sardo ha preso possesso della sala del cinema Moderno di Lucca che, per una sera, è diventata suggestiva come un tempio, grazie alla presenza di Jacopo Incani – meglio conosciuto come iosonouncane – e di Paolo Angeli, che venerdì 16 marzo hanno dato vita a un concerto intenso e suggestivo, organizzato come anteprima del Wom Fest (prossime date del festival 24-25-26 maggio).

Suoni primitivi e contemporanei si mescolano in un mix perfetto, studiato e impegnato: la terra selvaggia della Sardegna va ad unirsi alla potenza di un paesaggio sonoro ricco e a testi scarni ma molto duri.

 

Grazie alla modernità della chitarra elettrica e i suoni capionati di Incani e alla poeticità della “Chitarra Preparata” di Angeli (chitarra acustica, violoncello e percussioni insieme), la performance sfocia in una combinazione opportunamente impegnativa e difficile, dove ogni suono, ogni nota, ogni effetto non è a caso.

Incani e Angeli non hanno mai parlato, una misera presentazione, un solo “grazie” finale, niente bis, pochissime pause tra un pezzo e l’altro. Hanno lasciato parlare la loro musica, quei suoni così carichi e intensi da portarti in una dimensione altra.

 

Brani estratti sia dal primo album di iosonouncane La macarena su Roma che dal secondo Die, che si vanno a fondere con le vibrazioni stridenti e delicate allo stesso tempo di Paolo Angeli.

 

E’ stato bello vedere un pubblico molto giovane approcciarsi a una tipologia di concerto alternativa nel vero senso della parola e osservare in sala la non-presenza di cellulari intenti in video o foto, ma occhi attenti e attratti dallo spettacolo che si stava svolgendo.

 

Il tutto viene aperto da Tobjah (ex componente dei Maxigross) con chitarra acustica e armonica, che sono andati a incorniciare una voce interessante che questa volta si approccia a testi in italiano. Infatti ha presentato il suo nuovo lavoro Casa Finalmente che uscirà il 6 aprile, esibendosi senza filtri o corazze: una sedia, un microfono e Tobjah con il suo strumento.

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