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Myles Kennedy – Year Of The Tiger

Myles Kennedy è il cantante degli Alter Bridge, una delle band rock di maggior
successo degli ultimi anni. Il gruppo, formato nel 2004, ha raggiunto un successo internazionale enorme, con tour sold-out in tutto il mondo. Perfino i singoli componenti Mark Tremonti e Myles Kennedy hanno raggiunto risultati eccellenti, il primo con i suoi album da solista ed il secondo come cantante della band di Slash dei Guns‘n’Roses.

 

Ecco adesso il primo album solista di Myles Kennedy, uno degli album più attesi del 2018. Si tratta di un concept album incentrato sulla vita personale del cantautore, a partire dalla morte del padre e alle successive vicende che hanno coinvolto la sua famiglia: il titolo stesso fa riferimento all’anno della scomparsa del padre, il 1974, che è considerato l’anno della Tigre nel calendario cinese.

 

Come spiegato da Kennedy, Year of the Tiger rappresenta in realtà il secondo album da lui composto, avendone realizzato un primo comprendente materiale inedito inciso il 2009 e il 2016 e missato agli inizi di quell’anno, venendo tuttavia scartato in quanto «non rappresentava ciò che sono adesso». Dal punto di vista musicale, il disco si distacca dalle sonorità più dure dei precedenti lavori di Kennedy con gli Alter Bridge e con Slash per abbracciare sonorità più acustiche e tendenti al blues e al country

 

Ogni volta che Myles Kennedy solleva quella sua voce unica e blues, ci dà un assaggio della sua anima. Ogni volta che suona la chitarra, il suo suono caratteristico, che mette in mostra influenze come Jimmy Page e John Sykes, mostra una qualità senza tempo.
Dopo varie uscite di grande successo realizzate da Myles con Slash ed Alter Bridge, l’eccezionale cantante si è tranquillamente impegnato a lavorare al suo debutto come solista.

 

L’album che la sua gigantesca schiera di fan ha richiesto a squarciagola per anni e anni è ora diventato realtà sotto forma di “Year Of The Tiger”, un album che dà a Myles Kennedy l’opportunità di esprimere emozione su fatti personali, come la morte del padre, e raccogliere una nuova sua sfida personale ed emotiva. Brani come “Love Can Only Heal”, “Blind Faith” e “Devil On The Wall” sono veramente mozzafiato, con la loro intensità pura, avvolgendo l’ascoltatore con cascate di chitarra.

 

Lo spirito anthemico, le fragili melodie e le chitarre acustiche grintose non
trasformano “Year Of The Tiger” in un triste addio, ma in una celebrazione della sopravvivenza e della vita in tutte le sue sfaccettature.

TRACKLIST

  1. Year of the Tiger
  2. The Great Beyond
  3. Blind Faith
  4. Devil on the Wall
  5. Ghost of Shangri La
  6. Turning Stones
  7. Haunted by Design
  8. Mother
  9. Nothing but a Name
  10. Love Can Only Heal
  11. Songbird
  12. One Fine Day
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