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[Biografie On Line] – The Clash

I Clash nascono nel 1976 e fanno parte della prima onda punk inglese: a fondarli sono stati Joe Strummer e Mick Jones.
Mick Jones suona la chitarra fin da quando aveva 12 anni e ascolta musica d’avanguardia come i New York Dolls, grazie ai dischi che la madre – separata dal padre e risposata in America con un soldato Usa – gli spediva regolarmente. La passione della musica cresce costantemente e poco più grande forma il gruppo London SS, che vedrà nelle varie line-up personaggi di primo piano della scena punk inglese, come Brian James, Rat Scabies, Tony James e altri.

Conosce Bernard Rhodes (“Bernie”), che in breve diventa il manager dei London SS. L’apporto di Bernie al gruppo si rivela fondamentale nelle scelte iniziali e per il grande contributo stilistico.

Contemporaneamente un ragazzo dal look originale fa un provino come cantante: si tratta di Paul Simonon. Paul rappresenta il classico “Rude Boy”, fascinoso ma con nessuna esperienza musicale. Bernie, un giorno, lo vide entrare in sala prove: un ragazzo alto, biondo, con l’espressione da duro era perfetto per il gruppo. Sarà proprio Jones ad impartirgli lezioni di basso, dopo alcuni disastrosi tentativi con la chitarra. Il gruppo è formato da Jones alla chitarra, Simonon al basso, Keith Levene alla chitarra.

Come cantante, guidati dal manager Bernie, i quattro reclutarono Joe Strummer dai 101’ers (“Tu vai bene”, gli dissero, “ma il tuo gruppo fa schifo”. Si racconta che Rhodes diede a Strummer 48 ore di tempo per firmare, ma lo richiamò per avere una risposta in 24 ore). Joe Strummer (letteralmente “Joe lo strimpellatore”), nato ad Ankara da buona famiglia di diplomatici, a differenza degli altri membri del gruppo, che avevano origini proletarie. Si racconta che Joe stava camminando per strada quando Mick e Paul gli vennero incontro e Mick lo apostrofò in modo poco ortodosso, per il suo essere borghese e benestante. Joe rimase colpito dal ragazzo rude e quando scoprì che suonava nel gruppo in cui era stato chiamato si affrettò a contattare Bernie. Joe era dotato di una voce roca e graffiante (rispetto a quella più “tradizionale” di Mick, che si rifà spesso ai Beatles e soprattutto agli statunitensi come Elvis, e quella davvero “popolana” di Paul) e un’ottima capacità di scrivere testi. Saranno queste doti, tra le altre, a caratterizzare lo stile inconfondibile dei Clash ed a conferirgli il successo raggiunto.

I ragazzi si installarono in un edificio abbandonato, adibito a sala prove, il Rehearsal Rehearsals, che divenne la base operativa del gruppo. Alla batteria venne chiamato Terry Chimes.

Fu così che i Clash — nome pensato da Simonon dopo aver notato che il termine ricorreva in tutti i giornali — ebbero inizio.

Il loro primo concerto si tiene il 4 luglio del 1976 al Black Swan di Sheffield come spalla dei Sex Pistols. La performance si rivela un mezzo insuccesso, ma i Clash sfornano pezzi che diventeranno veri e propri “anthem” come Janie Jones, London’ s Burning, 1977. È celebre la frase di Strummer: “Valgono più due minuti di Johnny Rotten che due ore di 101′ ers”. Da qui inizia la stagione d’oro del gruppo londinese, a cominciare dall’enorme successo ottenuto durante il “Punk Rock Festival” tenutosi a Londra nel settembre dello stesso anno, e che, tra l’altro, fu affrontato per la prima volta senza l’originario chitarrista Keith Levene, il quale, lasciati i Clash, anni dopo formerà con Johnny Rotten il gruppo post-punk Public Image Ltd. Keith Levene, nella sua breve permanenza nei Clash, contribuì assieme a Jones e Strummer alla scrittura di una canzone, What’s My Name , che venne inserita nel primo LP del gruppo.

Una prima esperienza in studio di registrazione fu con il promettente Guy Stevens per un demo con l’etichetta Polydor, ma le registrazioni, risalenti al novembre 1976, non furono convincenti e vennero accantonate. Nel frattempo Terry Chimes lascia il gruppo e riapparirà solo per le registrazioni del primo album; durante il periodo senza Chimes viene ingaggiato come sostituto temporaneo Rob Harper.

Nel dicembre del 1976 si unirono ai Sex Pistols e The Damned per il disastroso “Anarchy Tour”, in una continuazione di date annullate e con solo sette concerti effettivamente eseguiti, a causa di un volgare battibecco tra un membro dei Sex Pistols e un giornalista durante una diretta televisiva.

I Clash legavano la loro identità alla condizione giovanile proletaria inglese, invocavano una presa di coscienza dei kids, pretendevano il riscatto delle nuove generazioni, denunciavano il vuoto e le sofferenze nelle quali erano costretti a vivere. I loro messaggi erano diretti ed in fondo anche positivi nella loro rabbia, a differenza del nichilismo senza via d’uscita espresso dai Pistols.

[fonte: web]

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