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The Real Gipsy of Camargue: il volto peggiore della musica sudamericana

Altro luogo di punta quest’anno, forse anche per la facilità di ottenere i visti, è stato sicuramente il Sudamerica. E protagonisti (nostro malgrado) sono stati, tra i tanti, i The Real Gipsy of Camargue. Il loro set è stato molto seguito dal lubblico del Womad festival, sempre pronto a ballare e seguire i ritmi più ballerecci, pur che sia Quindi è facile immaginare come la loro performance sia stata apprezzata. Ma, entrando nel merito di quello che hanno proposto, i Gipsy non sono che una ‘copia’ dei Gipsy King degli Anni Ottanta e la musica che presentano, del resto, altro non è che il repertorio del gruppo di allora.

 

E allora vai con i vari ‘Bambolero’ o ‘La Bamba’ che francamente hanno un pochino stancato. Bravi? Né meglio né peggio di molti altri analoghi: formazioni nati per fare una musica popolare, facilmente riconoscibile, sicuramente accattivante ed estiva, ma poco più.

 

Resta da chiedersi solo una cosa: perché il pezzo forte del loro repertorio sia ‘Nel blu dipinto di blu’ storpiato come non si può nemmeno immaginare, che tutto è meno che una canzone della tradizione sudamericana o latina che dir si voglia. Non ha molto senso farsi alfieri di un genere musicale e come canzone più famosa prenderne una italiana. Non solo, eseguirla anche nello speciale per la BBC. La cosa appare come minimo come un controsenso, ma forse il senso della formazione è un altro, quello cioè di proporre e riproporre all’infinito canzoni messe insieme solo con il criterio della loro fama e popolarità.

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