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Junior Cally, rapper ‘mutante’, promette di togliersi la maschera al prossimo disco [Photo Gallery]

Junior Cally è un mistero. Un mistero soprattutto perché non si conosce il suo volto e, di conseguenza, la sua identità. Potrebbe essere il ragazzo che incontriamo tutti i giorni alla fermata del bus, oppure a comprare il pane. Non si sa.

Quello che invece non è misterioso è il fatto che sia un ragazzo con le idee chiare. Anzi chiarissime. Vuole arrivare al successo con le sue forze. Non perché ha un bel faccino (e ci si può scommettere che quello ci sia). Non perché riempie l’album di featuring altisonanti. Ci vuole arrivare per quello che dice. Per come lo dice. Per la musica che fa. Non è poco di questi tempi.

 

Quando arrivò l’annuncio della casa discografica che arrivava Junior Cally, l’idea di un rapper ‘mascherat0’ ci fece pensare all’ennesima trovata pubblicitaria. Con una sorta di pregiudizio ci avvicinammo alla sua musica, pensando che sarebbe stata la ‘solita roba’, oramai scontata, sentita e risentita. Già dal primo ascolto, invece, è apparso chiaro che qualcosa ‘suonava’ diverso nel disco ‘Ci entro dentro’. Ed è così che è iniziato l’ascolto ‘compulsivo’ dell’album, scoprendone i testi non banali e le basi non scontate.

 

Incontrandolo, la prima cosa che viene spontaneo domandargli è il suo rapporto con la maschera: «E’ faticoso avere sempre la maschera – racconta – soprattutto in estate. Per questo abbiamo deciso di fare concerti solo in luoghi all’aperto questa estate. Al chiuso sarebbe stato da pazzi con il caldo che ha fatto».

E in effetti comodo certamente non lo deve essere, tanto che, durante l’instore, Junior Cally deve prendersi delle pause per andare nel bagno e bere. Già, perché la maschera antigas ha anche quel piccolissimo svantaggio di non permettere di bere liberamente e in un lungo pomeriggio – iniziato a Firenze e terminato a Lucca – questo può sicuramente pesare. Ma anche i suoi fans si sono presentati con la maschera e hanno voluto emulare il rapper romano.

 

Ma la maschera durerà per sempre? «No. Sinceramente penso che il prossimo anno, con il prossimo disco, mi toglierò la maschera. E allora non ce ne sarà più per nessuno – scherza – farò una strage di ragazze. A parte tutto – dice tornando serio – la maschera è un qualcosa che può andare bene per un periodo di tempo limitato e penso che il mio sia questo». Insomma, dal prossimo album ci metterà letteralmente la faccia.

 

Intanto quel successo ‘da anonimo’ che cercava, lo ha trovato: anche a Lucca ha richiamato più di un centinaio di ragazzi e ragazze arrivati anche da lontano: «Quello che volevo era che mi ascoltassero per quello che dicevo – spiega – non per quello che apparivo e sono contento di esserci riuscito. Per aver fatto un disco di esordio senza featuring famosi devo dire che sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti».

 

E i ragazzi lo ripagano arrivando, facendo la fila e chiacchierando con lui che non si sottrae a nessuna domanda, risponde a tutti e ha una parola per tutti. E ora non c’è che aspettare il prossimo disco per vedere (finalmente) il volto di questo rapper un po’ diverso dalle tendenze del momento e che ha dimostrato che, alla fine, a pagare è qualcos’altro rispetto alla moda del momento.

 

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