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Cinquant’anni e non dimostrarli: una carrellata di dischi che compiono mezzo secolo

Se il 1968 è stato l’anno del ‘peace&love’ che ha dato vita a molta musica interessante ed è stato (giustamente) festeggiato il suo cinquantesimo, il 2019 non sarà da meno, avendo visto l’uscita di molti dischi che hanno scritto la storia della musica. Vediamone alcuni, forse non tutti, ma sicuramente alcuni dei più significativi.

Si inizia – cronologicamente parlando – il 12 gennaio. Nel 1969 uscì infatti ‘Led Zeppelin’, debutto dell’omonima rock band, una delle più importanti di sempre. Questo album è caratterizzato da suoni che guardano al blues e vanta tra i brani più celebri canzoni come ‘Commuincaton breakdown’ e ‘Good Times, Bad Times’.

 

Si deve aspettare marzo per la seconda grande uscita dell’anno e si tratta di un altro esordio che segnerà la storia della musica, quello del primo album dei Genesis, ‘From Genesis to Revelation’. Loro erano giovanissimi e l’album che li portò sul mercato era abbastanza lontano da quello che sarà il loro suono (almeno fino al 1975): seguendo la moda del momento, infatti, guarda abbastanza ai suoni dei Bee Gees, ma non solo. L’uscita non fu certamente un successone: vendette solo 700 copie anche a causa di un titolo decisamente sbagliato: ‘From Genesis to Revelation’, infatti, venne scambiato per qualcosa di connesso con la religione e molti negozi lo piazzarono in quella sezione delle loro proposte, facendo sì che il disco non venisse considerato. Peccato, perché ‘Silent Sun’ e ‘The Serpent’ sono brani che da soli valgono l’intero album.

 

A maggio e, più precisamente il 23, usciva ‘Tommy’ dei The Who, opera rock scritta da Pete Towshend a fine 1968 e che, a buon titolo, è considerata la prima vera opera rock. Non si parla infatti di un ‘concept album’, ma di una vera e propria opera che rispetta i canoni di questo genere musicale e che ha per protagonista un giocatore di flipper muto e cieco. Da quest’opera arrivano dei grandi classici del rock come ‘ The Acid Queen’ o ‘I’m Free’, tanto da diventare un disco senza tempo.

 

Primo disco senza Syd Barrett per i Pink Floyd che, il 27 luglio 1969, danno alle stampe ‘More’ che rappresenta anche la prima colonna sonora che la band affronta. Nel disco sono raccolte delle versione ‘alternative’ rispetto a quelle che si ascoltano poi nel film.

 

Ad agosto tocca ai Creedence Clearwater Revival che pubblicano ‘Green River’ il 3 agosto, album che fin da subito diventa uno dei più rappresentativi degli Anni Sessanta. ‘Green River’ arriva sul mercato trainato dal successo del suo predecessore e lo supera in qualità e proposta musicale, riuscendo a raggiungere una perfetta sinergia tra diversi generi musicali, quali blues, rock, folk e, naturalmente, country.

 

Sempre ad agosto, ma a fine mese (il 30) arriva un altro debutto ‘storico’, quello dei Santana, la band di Carlos Santana. L’album – che porta lo stesso nome della band – è quasi interamente strumentale, ma nonostante questo decreta il successo di una formazione che scriverà pagine decisamente importanti della musica contemporanea americana.

 

Quasi un mese dopo, il 26 settembre, arriva un’altra pietra miliare della musica ‘Abbey Road’ dei Beatles. I quattro di Liverpool erano già in profonda crisi artistica e, ‘Abbey Road’ diviene l’ultimo album in studio dei Beatles. Nonostante questa crisi che già affliggeva una delle band più amate di sempre, in questo album sono comprese delle canzoni che dire ‘leggendarie’ è ancora poco, quali ‘Come together’, ‘Because’ o ‘Here Comes the Sun’. Una nota a margine: la copertina di questo album è rappresentata dalla famosa foto dei Beatles sulle strisce pedonali, quella nella quale Paul McCartney appare scalzo e che ha dato il via alle molte leggende sul fatto che si tratti di un sosia e che Paul sia invece morto in un incidente stradale.

 

Il 10 ottobre ‘nasce’ un altro capolavoro, ‘In the Court of King Crimson’ dei King Crimson appunto. ‘Manifesto’ della band di Robert Fripp è uno degli album più iconici del progressive. Come iconica è la copertina di questo album con il volto del Re Cremisi che urla dallo spavento.

 

A novembre, il 4, arriva ‘Space Oddity’ di David Bowie. Disco fortemente sperimentale, consacra definitivamente Bowie che qua si ‘diverte’ a sperimentare suoni che oscillano tra glam rock e psichedelia. A segnare questo lavoro discografico del Duca Bianco è sicuramente la fine della relazione con la sua collaboratrice storica e compagna di vita, Hermione Farthingale, avvenuta qualche mese prima e testimoniato da brani come ‘Letter to Hermione’.

 

Poteva bastare una colonna sonora ai Pink Floyd in un anno come il 1969? Ovviamente no. E, infatti, il 7 novembre arriva quello che può ben dirsi un capolavoro ‘Ummagumma‘, tra i più visionari di sempre, doppio lp registrato dal vivo, con parti live che fermano nel tempo e nello spazio dei concerti avvenuti proprio nel 1969.

 

Ovviamente questi sono solo alcuni degli album usciti cinquant’anni fa. Da Zappa agli Inti Illimani, a Miles Davis, c’è stato veramente di tutto: il 1969, infatti, è stato un anno decisamente prolifico per quanto riguarda la musica, anticipando quella che sarà la rivoluzione punk che scoppierà di lì a poco.

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