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Lucca Summer Festival – L’insostenibile leggerezza di Calcutta

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Calcutta è osannato dal pubblico e dalla critica. No, da certa critica che ci vuole vedere “il nuovo”, e un alter ativo che è, per forza, denso di contenuti.

Contenuti? Quali? Di fatto le canzoni di Calcutta dicono poco o niente, ma lo fanno in maniera perfetta.

Ammettiamolo. il ragazzo ha una grande capacità: quella di saper usare bene la lingua italiana, cosa questa che rende le sue canzoni dense di significato se ascoltate distrattamente. Ecco l’uso di un buon italiano è la sola cosa che si può mettere come dato positivo. Musicalmente le canzoni dicono poco o niente. ‘Indie’ cosi si chiama questo genere. In realtà, sono solo suoni sentiti e risentiti che non dicono veramente niente di nuovo.

Un film già visto, il concerto di Calcutta. Probabilmente in anni diversi le sue sarebbero state ‘solo canzonette’. Oggi in un panorama cantautoriale italiano veramente povero, diventa di rilievo perfino Calcutta.

Supportato da una band normale, lo spettacolo scorre via senza grandi scossoni. Lui, Calcutta, interagisca il minimo con il pubblico peraltro numerosissimo. Sulle 10mila spettatori hanno assistito al concerto e hanno cantato tutte le canzoni, una dopo l’altra, dando un ‘simpatico’ effetto karaoke al live.

 Lui, Calcutta, tira a dritto, brano dopo brano. Due parole di spiegazione sulla canzone e via.

Viene da pensare che se Calcutta è il futuro della musica italiana, la suddetta non stia messa molto bene.

Però piace.

E piace molto.

Incomprensibilmente per certi versi, ma piace.

E di questo si può solo prendere alto.

Il ‘fenomeno Calcutta’ è una splendida cornice (l’uso della lingua) che attira l’attenzione più del quadro stesso, che, a ben vedere, è solo un banale paesaggio contemporaneo, dipinto con colori sbiaditi e che Richiama mille altri quadri, senza aggiungere niente di nuovo e senza lasciare grandi segni.

Resta la considerazione che Calcutta rappresenti il perfetto specchio dei tempi, dove ci si ferma alla superficie e dove la forma vale molto più della sostanza.

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