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Lucca Summer Festival – Una serata tra rap e trap, per esplorare generi diversi

Strana serata, quella che ha visto protagonisti Khea, ‘re’ della trap argentina, Anastasio, rapper rivelazione dell’ultima edizione di X Factor e Macklemore, a questo punto, vecchia conoscenza del Lucca Summer Festival, essendo alla sua terza presenza alla kermesse organizzata dalla D’Alessandro e Galli.

Strana serata, perché, sebbene i generi siano affini, di fatto, si tratta di tre artisti diversissimi tra loro.

Il primo è un trapper di livello internazionale, anche se, va detto, in Italia non è molto conosciuto. Va anche detto che, fondamentalmente, deve piacere la trap per apprezzare la sua performance. A lui è spettato l’onere e l’onore di aprire la serata. Mai semplice, ancora più difficile quando si tratta di un orario che vede gli spettatori ancora arrivare con calma nella piazza.
Khea, comunque, ha proposto un buon live, nel quale ha dimostrato di sapersi muovere bene su quel palco. E dove ha dimostrato di poter dare vita a un’esibizione degna di questo nome anche se l’orario davvero non l’ha favorito.

Dopo – effettuato un cambio palco – è stata la volta di Anastasio. Il giovane rapper si è presentato sul palco con la band e questo è già un valore aggiunto alla sua proposta musicale.
Dicevamo che è giovane e, di conseguenza, a risentirne maggiormente è il repertorio abbastanza limitato: propone i brani portati sul palco di X Factor e che lo hanno condotto alla vittoria del talent, ai quali aggiunge alcune cover.
La performance, comunque, è buona e il rapper dimostra di dare veramente tutto su quel palco.
Anche e soprattutto perché ammette di non essere in perfetta forma fisica e di aver avuto problemi alla voce.
Che il ragazzo abbia stoffa ne siamo convinti fin dai giorni del talent, dove ha dimostrato di avere una buona capacità di scrittura, cosa non così scontata in quel contesto. In più, sa stare sul palco. Sembra scontato, ma non lo è. Sa muoversi e sa interagire con un pubblico che, con tutta probabilità, non è lì per lui.
Eppure dialoga, con una facilità di comunicazione anche questa non comune, racconta di sé, della sua esperienza e, in qualche modo, fa entrare il pubblico nel suo mondo.

Non qualcosa di così scontato, dicevamo, ma qualcosa che decisamente serve al ragazzo per allungare e rendere interessante un concerto che, per numero di brani, rischierebbe di essere decisamente breve. E, invece, in questo modo, la sua ora e passa di live la fa senza grandi problemi, trascinando il pubblico in un’atmosfera sicuramente positiva.

Anastasio può avere un buon futuro, ma deve comunque ancora crescere e non farsi stritolare da un successo forse inaspettato, forse no, ma che sicuramente rischia di soverchiarlo. Se passerà indenne attraverso tutto questo, non ci sono dubbi che di Anastasio sentiremo parlare ancora per lungo tempo.

Headliner della serata è stato Macklemore, rapper americano, classe ’83: il suo non è certo un rap ‘nero’ o ‘arrabbiato’ – anche se le sue non le manda a dire – a cui in genere associamo il genere. E’ un rap di intrattenimento. Come puro intrattenimento è il live che porta sul palco di piazza Napoleone al Lucca Summer Festival.

Quello che viene fuori è uno spettacolo tutto da ballare, dove lui per primo non si risparmia per un solo minuto, nonostante le temperature siano decisamente alte.


E si presenta vestito da Willy Wonka o da ‘re’ con un lunghissimo mantello di paillettes e con una parrucca di lunghi capelli d’argento (che si vede associa alla regalità), ma, anche quando è in abiti normali, non si ferma un secondo su quel palco. L’importante è cantare, ballare e quello lo fa magistralmente.
A un certo punto chiama anche sul palco due ragazzi del pubblico: un ragazzo e una ragazza e, a loro volta, ballano da protagonisti assoluti di quel momento che, sicuramente, non dimenticheranno mai.

Il suo concerto è divertente. Supportato da bravi musicisti e ottimi ballerini, dà anche una buona prova musicale.

Quella del rap, insomma, è stata una serata varia, dove si sono potute conoscere diverse realtà, molto differenti tra loro, come dicevamo. Ed è stata divertente.

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