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Lucca Summer Festival – I Tears For Fears non deludono gli appassionati degli Anni Ottanta

Un trionfo degli Anni 80 cosi si può sintetizzare il concerto dei Tears for Fears al Lucca Summer Festival. Il duo inglese infatti, si è fatto portabandiera del sound più tipicamente riconducibile al decennio in questione.
Va detto che questa edizione del Lucca Summer Festival è fortemente caratterizzata dagli Anni 80, dal momento che ha visto alternarsi sul palco di piazza Napoleone molti dei protagonisti quel periodo.

Quelli che sono sopravvissuti almeno.
E questo sono Tears for Fears: sopravvissuti al loro decennio d’oro E di quel decennio hanno fatto tesoro. Roland Orzabal e Curt Smith si separarono non amichevolmente: una separazione che arrivò dopo numerosi successi ma anche dopo che la vetrina internazionale alla quale erano esposti ne aveva evidenziato le differenze caratteriali, tanto da portarli a tentare una strada separata.
Tentativi che, però, li hanno portati poco lontano, tanto da valutare di mettere da parte le controversie e di far rivivere – almeno sui palchi – i Tears for Fears.
E questo hanno fatto ancora di fronte al pubblico lucchese – circa 5mila persone -.
Hanno, di fatto, ripercorso gli anni del successo, hit dopo hit. Certo la voce non è più quella di un tempo e appaiono appesantiti anche nel modo di muoversi, ma le canzoni, quelle, restano sempre la stesse.

E se piacevano negli Anni 80 adesso che hanno il sapore dei “bei tempi andati” ovviamente piacciono ancora di più.
Il pubblico infatti non manca di farsi sentire fin dalle prime note di brani come ‘Sowing the Seeds of Love’ a ‘Everybody wants to rule the World’ o ‘Change’. Brani che mandano letteralmente in visibilio la platea anche se oggettivamente, la performance sul palco non è dalle migliori soprattutto vocalmente.
Il punto più basso lo si tocca con la cover di ‘Creep’ dei Radiohead, pezzo nel quale Orzabal dimostra tutti i suoi attuali limini vocali.

Ad ogni modo, il concerto scorre via leggero come leggere sono le amano ii del duo a Renamo Ma soprattutto colpisca la brevità della tracklist e della performance live in genere. Le canzoni di successo però ci sono tutte a questo può bastare per farne comunque una performance che piace ai fans di lungo corso e, tutto sommato, risulta piacevole anche a chi non è appassionato dei Tears for Fears.

Difficile infine non notare la freddezza che corre tra i due (ex) amici Nel corso dall’intero live pur dando vita e ottime performance, non interagiscono mai l’uno con l’altro, bensì limitano al massimo perfino gli sguardi confermando come questo genere di concerti sull’onda della memoria, sia solo una mera operazione commerciale che sfrutta il passato per far cassa nel presente.

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