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‘Ci sentiamo poi’, sedici brani per entrare nel mondo del ‘canta-rapper’ Moder

Si chiama ‘Ci sentiamo poi’ e, invece, è un album che, fin dalla prima volta, ti fa venire voglia di ascoltare e riascoltare quello che Moder ha da dire. Si tratta del secondo lavoro del rapper ravennate – uscito per Glory Hole Records -, che arriva dopo ‘8 dicembre’, album che sanciva l’esordio discografico per un artista che calca le scene dai primi anni 2000.
Moder, parlando dell’album, lo definisce come la raccolta di 16 polaroid che racchiudono l’identità di chi le ha realizzate, ma c’è molto di più in quelle sedici tracce.

Quello che fa Moder è farci entrare nel suo mondo. Un mondo fatto di momenti, che traggono spunto da letteratura, dalla musica e da molto altro, ma soprattutto rispecchiano la sua vita, la sua realtà, il suo quotidiano. Una capacità, quella di raccontare il suo vivere e di raccontarsi, che Moder aveva già ampiamente dimostrato nel primo album ‘8 dicembre’ e che, qua, conferma, attestandosi come uno dei migliori ‘storyteller’ della musica italiana. Si può dire che sia riuscito ad andare oltre al genere rap, diventando un ‘canta-rapper’, unendo, cioè, in sé le caratteristiche tipiche del cantautore, inserite però nel contesto rap.

Musicalmente parlando, è un disco molto vario, con forti influenze blues, soul, ma dove trovi anche un pezzo tipicamente reggae – ‘10, 9, 8’ -: anche in questo si rispecchia la versatilità di Moder che esplora la vita e la musica, portandocene la sua visione.

‘Ci sentiamo poi’ è stato prodotto assieme a Duna, ma l’arrangiamento se lo è curato lui stesso, usando macchine analogiche e post-produzione, perché, come ha detto lui stesso, questo gli ha permesso di superare il concetto di beat e rap. Un obiettivo che è riuscito perfettamente a cogliere.

Nei testi, invece, c’è Moder. C’è nel bene. C’è nel male. Ci sono gli aspetti che lui ritiene positivi nella sua vita – splendida ‘Quando torni a casa’ dedicata alle figlie – ma guarda con estremo realismo e una buona dose di oggettività anche a quello che non gli piace di se stesso, come in ‘Birre in lattina’ o ‘Dall’altra parte’. Senza comunque dimenticare di guardarsi attorno e vedere come sta cambiando il mondo attorno a lui (e a noi), come in ‘Preferirei di no’, dal testo sicuramente tranchant nei confronti di una certa trap, o ‘Il panchinaro fuoriclasse’ dove lui si mette a bordo campo, ma descrive lo sgomitare per emergere nel campo, a forza di urli e spinte.

A impreziosire il tutto ci sono importanti featuring: troviamo, infatti, Dj 5L, Stephkill, Claver Gold e Murubutu.
I due brani che vedono uno la partecipazione di Claver Gold e Stephkill – ‘Bimbi perduti’ – e Murubutu l’altro – ‘La musa insolente’ – sono forse i due migliori dell’album. Diversi tra loro – molto personale quello con Claver Gold; proiettato verso un periodo controverso e difficile come quello degli Anni di Piombo, visto attraverso gli occhi di un brigatista, quello con Murubutu –, rappresentano due esempi di collaborazione che diventa ‘valore aggiunto’ a un lavoro già di altissimo livello.

Insomma, in sedici pezzi, Moder ci dà la grande possibilità di vedere il mondo attraverso i suoi occhi e le sue esperienze, passando con disinvoltura da temi generali a personali, senza mai appesantire il clima generale del disco.

TRACKLIST

  1. Preferirei di no – feat. Dj 5L prod. Kd-one
  2. Birre in lattina – prod. Kd-one
  3. Bimbi sperduti – feat. Stephkill e Claver Gold prod. Kd-one
  4. Mentre urliamo – prod. Kd-one
  5. Piccola Iena – prod. Badnews
  6. Il panchinaro fuoriclasse – prod. Kd-one
  7. Non ne posso più
  8. Dall’altra parte – prod. Tony Lattuga
  9. 10, 9, 8 – feat. Foreloch prod. Badnews
  10. La musa insolente – feat. Murubutu prod. Dj West
  11. Notti di catrame – prod. Kd-one
  12. Assassini – prod. Kd-one
  13. Quando torni a casa – prod. Il Tenente
  14. Frantumato – feat. Alex Ferro prod. Kd-one
  15. Bolle di sapone – prod. Kd-one
  16. Tieni il resto – prod. Koralle
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