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‘INFERNVUM’: il viaggio di Claver Gold e Murubutu, moderni Dante e Virgilio, attraverso gironi, cerchi e bolge

Le porte dell’Inferno dantesco si sono spalancate e il viaggio può avere inizio. Un viaggio che porta in gironi, cerchi e bolge e che attraverso gli occhi e le parole di Claver Gold e Murubutu – che ci fanno da Dante e Virgilio nel nostro viaggio -, ci fa scoprire e riscoprire personaggi più o meno famosi che Dante aveva fatto soggiornare nel suo Inferno.

Iniziamo subito con il dire che, all’annuncio di INFERNVUM, le perplessità che potesse venire un lavoro ‘un po’ pesantuccio’, c’erano. L’argomento del concept si prestava, tutto sommato, anche ad essere trattato in maniera pedante. In quel momento, la certezza era una sola: ci si poteva trovare di fronte a un album che, dopo un paio di ascolti sarebbe stato destinato a prendere polvere su uno scaffale, oppure si poteva avere tra le mani qualcosa di epocale. Le mezze misure, a fronte di un concept album del genere, non sono ammesse.

E, ascoltando ‘INFERNVUM’, si ha la conferma che l’intuizione era esatta e che, per fortuna, siamo di fronte alla seconda opzione e l’album sicuramente non si fa dimenticare. Si tratta di un lavoro estremamente omogeneo e che si fa ascoltare dalla prima all’ultima traccia, senza avere momenti in cui annoia o cala.

Ogni brano è una storia. Una storia che prende, sì, spunto da quelle dantesche, ma, spesso – molto spesso – se ne distanzia e porta i personaggi del passato nell’oggi. Un enorme lavoro, quindi, quello compiuto da Claver Gold e Murubutu: aver calato la Divina Commedia nella contemporaneità e aver scelto personaggi che potessero, in qualche misura, rappresentare qualcosa anche oggi, pur rispettando sempre il racconto dantesco e senza discostarsene mai.

Non fosse altro che per essere riusciti in questo arduo compito, ‘INFERNVUM’ sarebbe un disco da apprezzare in ogni suo aspetto, ma c’è dell’altro.

Ci sono delle produzioni pressoché perfette per i testi.
C’è una tracklist pensata rispettando sia un filo logico musicale, sia un percorso filologico dell’opera dantesca.
Ci sono solo due featuring, affidati a due voci ‘soul’, quali Davide Shorty e Giuliano Palma, che si inseriscono splendidamente nell’atmosfera dell’album.

E poi ci sono i testi.

Ci troviamo di fronte a due modi diversi di scrivere, ma che si amalgamano perfettamente, infilando, una dietro l’altra, nove ‘perle’, sia per significato, sia per ‘costruzione’.
In realtà questo sorprende relativamente, poiché, nel tempo, le collaborazioni tra i due artisti sono state varie e, soprattutto, hanno rappresentato (quasi) sempre i punti più alti degli album dove appaiono.
Eppure, qualcosa che sorprende c’è. Da una parte c’è un Claver Gold che conferma di avere la capacità di dare vita a emozioni e sensazioni con poche e mirate frasi e che qua riesce a ‘disegnare’ con le parole situazioni e personaggi in maniera mirabile (‘Taide’ e ‘Pier’ ne sono esempi perfetti). Dall’altra parte c’è Murubutu che è riuscito in quello che poteva sembrare davvero l’impossibile: alzare ulteriormente l’asticella del suo ‘racconto’. La sensazione che avesse compiuto un ulteriore balzo in avanti c’era già ne ‘La musa insolente’ e qua se ne ha piena conferma. Ovviamente questo non può che far crescere la curiosità per il nuovo lavoro solista…

No, non vi racconterò le storie che troverete nei testi, perché vanno ascoltati (e, molte volte, riascoltati e riascoltati) per potersene appropriare così come meritano.

Però qualche nota ci vuole. La palma del testo più bello e intenso va sicuramente a ‘Pier’: partendo da un personaggio importante nella narrazione, ma forse non così conosciuto come altri, racconta una storia molto attuale, che termina con il suicidio del protagonista.
Ovviamente di ‘allegria’ non ce n’è molta in questo album, ma siamo pur sempre all’Inferno, quindi non ci si può aspettare qualcosa di diverso.

Alcuni dei personaggi trattati sono imprescindibili: ottima è stata la scelta di ‘Paolo e Francesca’ come singolo, sia musicalmente, sia come testo, risulta il brano perfetto per trainare l’uscita dell’album.

Altrettanto immancabili, Minosse, Caronte, Ulisse o Lucifero, mentre sono assolutamente da scoprire Taide e da (ri)scoprire se non le si conoscono, le Malebranche (protagoniste di un brano spettacolare), che, assieme a Pier della Vigna rappresentano le presenze più interessanti della tracklist.
Mentre gli ignavi, così per non far torto a nessuno, sono citati tutti i possibili e immaginabili, in ‘Antinferno’, brano che si avvale del feat. di Davide Shorty e che è uno dei più interessanti dell’album.

Brano migliore? E’ una domanda a cui è pressoché impossibile rispondere. Troppo soggettiva, comunque, la risposta, per essere valida. Quindi preferisco tenermela per me e fermarmi qua, lasciando a ognuno di fare il proprio viaggio in questo viaggio infernale e soprattutto di lasciare che sia la musica a parlare. E quella di Claver Gold e Murubutu in INFERNVUM parla. Eccome se parla.

Per poterlo avere in ‘versione fisica’, però, bisognerà attendere: i due autori hanno deciso che, nel pieno rispetto del momento che stiamo vivendo, attenderanno per la pubblicazione che sia trascorsa la fase emergenziale che stiamo vivendo. Una scelta rispettosa sotto ogni punto di vista. E da rispettare sotto ogni punto di vista.

TRACKLIST

  1. Selva Oscura – con Vincenzo di Bonaventura – Scratch Dj Fastcut – Prod. Il Tenente
  2. Antinferno – con Davide Shorty – Prod. Squarta & Gabbo per Rugbeats
  3. Caronte – Prod. XXX Fila
  4. Minosse – Prod. Badnews
  5. Paolo e Francesca – con Giuliano Palma – Prod. KD One
  6. Pier – Prod. James Logan
  7. Malebranche – Prod. James Logan
  8. Ulisse – Prod. Dj Fastcut
  9. Taide – Prod. West & Kuma
  10. Lucifero – Prod. James Logan
  11. Chiaro Mondo – Scratch Dj Fastcut – Prod. Il Tenente

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