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‘Storie d’amore con pioggia’: i mondi di Murubutu riflessi in gocce d’acqua

«Ogni goccia a suo modo è uno specchio col mondo riflesso all’interno». Se il nuovo album di Murubutu, ‘Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali’, in uscita il 14 gennaio (Glory Hole Records), dovesse essere riassunto in una sola frase, questa, tratta dal brano ‘Palazzo di gemme’, sarebbe la più adatta, in quanto i quindici brani che lo compongono, sono proprio come delle gocce di pioggia, una diversa dall’altra, dove si trovano riflessi di storie che portano chi le ascolta verso mondi lontani.

Ma andiamo con ordine.

Innanzi tutto, è il quarto concept album dato alle stampe da Murubutu (quinto se contiamo anche ‘INFERNVM’ con Claver Gold) e il fil rouge che lega le tracce, questa volta, è la pioggia, alla quale, però, si uniscono alcuni sottotemi ricorrenti.

La scelta della pioggia è sicuramente vincente, perché gli permette di spaziare molto: è un tema ‘fluido’ e più versatile della notte che era la protagonista dell’album precedente ‘Tenebra è la notte’ del 2019.
La pioggia consente di andare a esplorare campi molto diversi tra loro e Murubutu coglie appieno questa opportunità.

La copertina

Dicevamo che c’è una serie di sottotemi che si presentano e ripresentano nelle quindici tracce: spicca il tempo, nella declinazione dei viaggi nel tempo e del multiverso (e qua se ne può sapere di più), ma anche l’arte pittorica è decisamente molto presente, a partire dalla copertina (che ‘rilegge’ il capolavoro di Gustave CaillebotteStrade di Parigi, giorno di pioggia‘), come oggetto di citazioni e nelle descrizioni sempre molto vivide e ricche di immagini ‘pittoriche’, ma quest’ultimo, a onor del vero, è un tratto che si trova in tutti i suoi lavori e che, forse, qua, proprio grazie alla pioggia, è solo più evidente.

Apparentemente, a un primo ascolto, ‘Storie d’amore con pioggia’ appare più ‘facile’ rispetto al passato. Ma è solo un’impressione. I livelli di lettura sono in effetti molteplici e, quindi, quell’apparente semplicità che si può percepire a un primo ascolto, altro non è che un’evoluzione – a mio vedere positiva – della scrittura. Murubutu è riuscito, con questo album, nel non semplice obiettivo di proseguire la strada in qualche misura già presente in ‘Tenebra è la notte’: quella che lo vede rendere più facili da avvicinare i suoi brani, senza però venire meno a quella complessità e profondità che hanno da sempre caratterizzato le sue composizioni.
Rendendole, insomma, semplicemente più accessibili e creando una serie di livelli di lettura stratificati che rendono l’opera ancora più interessante, in quanto, ascolto dopo ascolto, riesce sempre a far scoprire qualcosa di nuovo.

Le storie raccontate nell’album sono ammalianti e catturano, trasportando in mondi lontani nel tempo o nello spazio e proiettano nella mente visioni che difficilmente si lasceranno andare via. Ma, anche in questo non ci allontaniamo dalla norma: è qualcosa che accade, in qualche misura, in tutti i rap-conti di Murubutu.

E’, invece, da sottolineare – e questa è una grande novità – che sono storie ‘a lieto fine’. O, quanto meno, non drammatiche o tragiche come nel passato. Addirittura, non muore nessuno. In compenso, c’è un romanticismo di fondo che sicuramente è un valore aggiunto che forse era un po’ mancato alle storie raccontate negli altri album.

E, così, la pioggia diventa l’elemento perfetto per passare con disinvoltura da scenari romantici, come in ‘Il migliore dei mondi’, ‘Pentagramma dell’acqua’, ‘Multiverso’ o il già citato ‘Palazzo di gemme’ (giusto per dirne alcune), a scenari cupi e scuri, che disegnano realtà distopiche, come in ‘Black Rain pt1’ e ‘Black Rain pt2’ che rimandano a grandi classici della fantascienza alla ‘Dune’, o ‘1999 Fuga da New York’, ma soprattutto al classico dei classici ‘Blade Runner’, dove peraltro il monologo finale di Roy Batty, avviene sotto una pioggia battente e chiude con l’oramai celebre ‘E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia’, a testimoniare come questa condizione metereologica ben si presti ad atmosfere fatte di un futuro che, si spera, non diverrà mai realtà. E un clima apocalittico lo troviamo anche in ‘Pioggia infinita’, dove lo scenario è decisamente oscuro.

Se non poteva mancare in un tale contesto un brano dedicato al diluvio universale, non manca nemmeno il ‘capitolo di storia’ che ci fa ripassare quanto accadde in epoca romana con ‘XII Legio fulminata’. E anche la parte di rap didattico, quindi, è sistemata, anche se non deve essere stato facilissimo trovare un episodio storico dove la pioggia avesse un ruolo cruciale.

I featuring sono pochi e ben scelti. Gli scratch sono affidati a Dj Caster (‘Ode alla Pioggia’ e ‘Diluvio Universale’) e a Dj Fastcut (‘Black Rain pt2’) e gli stessi nomi sono una garanzia, come dimostrano, del resto, i brani in cui compaiono.
C’è, ovviamente, Dia che da tempo condivide il palco con Murubutu. La troviamo in ‘Nuvole’, nel primo singolo uscito la scorsa estate, ‘Temporale e in ‘Pentagramma dell’acqua’: in tutti e tre i brani dà prova di un’ulteriore crescita artistica, riuscendo a dare sfumature sempre più suggestive alle sue parti.
In ‘Nuvole’ appare anche Lion D che dà il suo contributo facendo virare il brano decisamente verso atmosfere reggae.

Ci sono Mattak, Inoki che danno il loro apporto a uno dei brani più fantascientifici dell’album (‘Black Rain pt2’), mentre in ‘Diluvio universale’ chi meglio di En?gma poteva avere qualcosa da dire?

Ottimo l’apporto di Dhany in ‘Palazzo di gemme’, così come una certezza è Moder in ‘Pioggia infinita’ che riesce a entrare splendidamente in uno dei brani più oscuri dell’album, completandolo e contribuendo essenzialmente a farlo divenire uno dei più interessanti.

Della presenza di Rancore e Claver Gold in ‘Black Rain pt1’ è stato già detto tutto: è sicuramente uno di quei featuring che fanno la storia del genere e arriva a questo ambizioso obiettivo con un brano che merita decisamente il primato.

Passando al lato musicale, anche qua si trova un cambiamento. I produttori sono James Logan, Gian Flores, Red Sinapsy e XxX-Fila, e tutti e quattro riescono a rendere la parte musicale perfettamente in accordo con i testi con delle produzioni sempre molto raffinate. Di nuovo, siamo di fronte a qualcosa di nuovo, a un’impronta sonora diversa, più ariosa rispetto ai dischi che hanno preceduto questo. Più leggero? No, semplicemente diverso. Aggirandosi tra i brani si trovano perfino ritmi caraibici molto vicini al reggae che segnano alcune (delle migliori) tracce.

Un album e molti cambiamenti, dunque, che forse creeranno qualche mal di pancia a quelli che non concedono a un artista di evolversi e crescere, ma che dimostra alcune cose. Intanto che Murubutu, continua ad alzare sempre più l’asticella degli obiettivi.

E li centra.
Soprattutto, li centra pur confermando e non distanziandosi dalla classe e l’eleganza che lo contraddistinguono da sempre nella scrittura.

Questo è il dato di fatto: ‘Storie d’amore con pioggia’ è un album senza momenti in cui cala. Difficile individuare un brano più debole rispetto agli altri. Certo, è ovvio che ognuno trovi la propria sintonia con questo o quel pezzo, ma, ascoltandolo nel suo intero, non si ha mai la sensazione del brano ‘di troppo’ o comunque ‘inutile’, come fin troppo spesso, invece, accade con altri autori.

Mi limito a concludere come ho iniziato, con ‘Palazzo di gemme’ (brano pressoché perfetto e ricco di immagini e suggestioni che non possono non colpire): se «ogni goccia è, a suo modo, uno specchio col mondo riflesso all’interno», questo album – che potrei sbilanciarmi nel dichiarare il migliore dei 4 concept – ci regala una miriade di gocce, nelle quali trovare riflessi pezzetti di mondo, immagini, storie, racconti, personaggi già conosciuti o da conoscere e forse – perché no? –  anche pezzetti di noi.

TRACKLIST

  1. Ode alla pioggia (intro) ft Dj Caster – Prod: James Logan
  2. Il migliore dei mondi – Prod: Gian Flores
  3. Black Rain  ft Claver Gold e Rancore – Prod: James Logan
  4. Nuvole  ft Dia e Lion D – Prod: Gian Flores
  5. Markus ed Ewa – Prod: Gian Flores
  6. Une chrononaute à Paris – Prod: Gian Flores
  7. Temporale  ft Dia – Prod: Gian Flors
  8. Black Rain pt.2  ft Mattak, Inoki, Dj Fastcut – Prod: James Logan
  9. Legio XII fulminata – Prod: James Logan
  10. Pioggia infinita  ft Moder – Prod: Red Sinapsy
  11. Multiverso – Prod: Gian Flores
  12. Diluvio universale  ft En?gma, Dj Caster – Prod: James Logan
  13. Pentagramma dell’acqua   ft Dia  – Prod: XxX-Fila
  14. Palazzo di gemme ft Dhany – Prod: James Logan
  15. Ode alla pioggia (outro) – prod: James Logan

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