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Il viaggio in venti minuti di musica nel mondo di Richard J. Arden

Si possono creare mondi sonori diversi tra loro in soli 20 minuti di musica? Sembra proprio di si. O almeno è quello che prova a fare Richard J. Arden con l’album che porta il suo stesso nome. Brani rarefatti, che si avvalgono della voce particolare di questo artista: lieve e mai invadente.

«Questo disco – ha detto Arden – è per me un enorme orgoglio. Non è propriamente un concept album, ma, per come si è evoluto, può avvicinarsi a quel modo démodé di pensare la musica. E mi piace come in soli 20 minuti, voglia portarti in molti mondi diversi».

Arden spiega come, in tanti anni di ricerca, all’inizio dello scorso anno «ho finalmente trovato un denominatore comune per far vivere al meglio le sonorità insite nella mia scrittura». Un qualcosa che rappresenta per lui il consolidamento di un percorso effettuato nel tempo. «Sono nato musicalmente negli anni del liceo facendo indie-rock – prosegue – in diverse band, poi mi sono immerso nella musica elettronica, che rimane una delle mie più grandi passioni e, infine, ho scoperto negli ultimi anni la musica jazz e quella classica. Gran parte dell’album – conclude – è stato costruito e registrato nel mio piccolo studio. Ho, poi, trovato in Luca Stignani e Peppe Fortugno due grandissimi alleati con i quali l’ho finalizzato nel modo migliore».
E, in effetti, i risultati non mancano.

Un album che strizza sicuramente l’occhio a tutte le influenze che caratterizzano questo musicista, con sonorità che vanno dal jazz all’elettroinica, dando vita a una sorta di ‘ambient’ molto personale e dall’ascolto immediato.
Italiano con sangue olandese. Muove i primi passi suonando in diverse band indierock nell’hinterland milanese.

Nel 2012 pubblica tramite Silk Music il primo EP, auto-prodotto, contenente quattro tracce strumentali. Da quel momento collabora con successo con numerosi artisti e label internazionali come cantautore, arrangiatore e produttore. Dopo alcuni singoli, pubblica l’EP “Stolid & Bruised” (2015) che mette le fondamenta alle sue sonorità di cantautore e gli permette di portare la sua musica in giro anche dal vivo.

Gli anni successivi all’Ep sono dedicati alla continua ricerca e affinamento dello stile, scanditi dall’uscita di alcuni singoli. Il singolo “Riots” gli permette di entrare nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con il film “Head Full Of Honey” (Un viaggio indimenticabile). Il repertorio di Richard è quindi ricco di sperimentazioni e collaborazioni che rivelano la sua versatilità e una scrittura sempre più riconoscibile e autentica.
La strada seguita per la produzione del suo primo album è in qualche modo il consolidamento del suo percorso.

Italiano con sangue olandese. Muove i primi passi suonando in diverse band indierock nell’hinterland milanese.
Nel 2012 pubblica tramite Silk Music il primo EP, auto-prodotto, contenente quattro tracce strumentali. Da quel momento collabora con successo con numerosi artisti e label internazionali come cantautore, arrangiatore e produttore. Dopo alcuni singoli, pubblica l’EP “Stolid & Bruised” (2015) che mette le fondamenta alle sue sonorità di cantautore e gli permette di portare la sua musica in giro anche dal vivo.
Gli anni successivi all’Ep sono dedicati alla continua ricerca e affinamento dello stile, scanditi dall’uscita di alcuni singoli. Il singolo “Riots” gli permette di entrare nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con il film “Head Full Of Honey” (Un viaggio indimenticabile). Il repertorio di Richard è quindi ricco di sperimentazioni e collaborazioni che rivelano la sua versatilità e una scrittura sempre più riconoscibile e autentica.
La strada seguita per la produzione del suo primo album è in qualche modo il consolidamento del suo percorso.

TRACKLIST

  1. DD.MM.YY
  2. Nomadic Head
  3. With No Hands
  4. Somewhere I Feel Free pt. I
  5. Somewhere I Feel Free pt. II
  6. Ceasar
  7. Voicemail
  8. Wicker
  9. May You Be

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