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Le storie d’amore con pioggia di Murubutu trionfano live sul palco del Viper di Firenze

Ed è arrivato anche il turno di Firenze per ‘Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali‘ live. In una serata quasi estiva, Murubutu ha portato sul palco del Viper il suo ultimo album, ma non solo. Prendendosi con caparbietà palco e pubblico ha dato vita a un live di due ore, nel quale passato e presente si sono continuamente intrecciati.

La prima novità è sicuramente la band sul palco: se già avevamo apprezzato il maggior coinvolgimento di Dia nei concerti più recenti, adesso il passo fatto è determinante. La svolta impressa alla performance dalla presenza di chitarra, basso e tromba non è rilevante solo dal punto di vista musicale, ma anche da quello strettamente legato alla performance che risulta molto più fluida rispetto al passato. Emerge un lato-performer anche in Murubutu che – forse – in passato era rimasto più in ombra, ma che lo vede molto a suo agio in questa nuova dimensione. E a guadagnarci è l’intero concerto.

Una sorta di ‘apertura’ immediatamente recepita dal pubblico, che risponde nel migliore dei modi, partecipando sempre con calore ed entusiasmo, sia di fronte ad antichi cavalli di battaglia, sia – e forse soprattutto – ai nuovi successi.

Già, perché se il viaggio nel tempo è stato lo sfondo di (quasi) tutte le storie del nuovo album di Murubutu, il live è un viaggio nel tempo, a tempo di musica, giocando sempre tra quello che era, quello che è e quello che sarà e di cui si intravedono piccoli squarci.
Grandi classici dei suoi concerti, quali ‘Scirocco‘ o ‘Grecale‘ certamente non possono mancare (e non mancano di trascinare l’audience, oramai affezionata a questi brani), ma anche ‘Tenebra è la notte’ è molto presente come album con alcuni dei suoi pezzi migliori.
E, nel caso de ‘Le notti bianche‘, Murubutu ha anche l’occasione di parlare della situazione attuale, spiegando la sua (più che condivisibile) opinione su come ‘politica’ e ‘cultura’ siano due cose separate e, se c’è da stigmatizzare l’aggressione russa, questo non significa dover penalizzare in alcun modo il patrimonio culturale russo. E cosa meglio de ‘Le notti bianche’ per fare da contrappunto a questa posizione?

Ottima, in tutti i brani, la sintonia con Dia, dalla voce con mille sfumature. In pressoché tutti i brani si ha un bilanciamento perfetto tra le parti vocali, dove due voci apparentemente molto diverse e, sulla carta, difficilmente compatibili, si amalgamano invece perfettamente, senza sovrapporsi.

La ‘chicca’ del live sicuramente è stata la presenza di Moder, che ha cantato con Murubutu uno dei brani di ‘Storie d’amore con pioggia’ e, cioè, ‘Pioggia infinita’, ispirato a un racconto di Bradbury. Se nella versione su traccia era già apparso come un brano decisamente interessante sia per testo che per produzione, nella sua veste live, con i due rapper sul palco, acquista una forza e una potenza che lo rendono veramente tra i migliori del nuovo album.

Quello che invece ha cambiato veste è un brano che viene direttamente da ‘Gli ammutinati del Bouncin’ e, cioè, ‘Isola Verde’ che si avvale di ritmi tra sudamericani, caraibici con sfumature reggae per fare da colonna sonora a una storia che di ‘estivo’ e di ‘felice’ ha veramente ben poco. Un contrasto particolare che indica una strada che sembra molto interessante e che vede mettere insieme ritmi più leggeri a temi/storie affatto leggere. Un contrasto che sembra decisamente vincente. O, almeno, lo è per ‘Isola Verde’.

Contrapposizione che si era già evidenziata anche in ‘Storie d’amore con pioggia’, ma qua c’è anche ‘contaminazione‘, soprattutto per quanto concerne i generi musicali che si intrecciano con disinvoltura, avvicinando tra loro stili a volte molto diversi. Ed ecco che spicca, oltre alla più che ragguardevole ‘deriva caraibica’, anche una forte tendenza alla contaminazione jazz. Grazie alla presenza della tromba sul palco – alternata al filicorno – molti dei brani – tradizionali o nuovi che essi siano -, acquisiscono delle sfumature jazzate che li arricchiscono e, va ammesso, che anche chi tendenzialmente non ama il jazz, non può che apprezzare questi nuovi arrangiamenti che rendono i pezzi ancora più interessanti.

Non è una strada semplice, quella intrapresa da Murubutu. E’ una strada fatta di sperimentazioni che possono essere vincenti o meno. Di sicuro sembra avere ben chiaro il percorso intrapreso e che finora ha centrato ogni decisione presa e le direzioni scelte risultano davvero le migliori. A testimoniarlo, c’è la risposta del pubblico quando sale sul palco che forse è il riscontro migliore per un artista.

SET LIST

La stella e il marinaio
Markus ed Ewa
Il migliore dei mondi
La notte di San Lorenzo
Dafne sa contare
Tornava l’albatros
Une chrononaute à Paris
Scirocco
Le notti bianche
Tenebra è la notte
Pioggia infinita (feat. Moder)
Multiverso
Ulisse
Temporale
Grecale
Isola Verde
Ode alla pioggia (outro)

ENCORE
Black rain
I marinai tornano tardi
Levante

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