Si chiama ‘Anche gli eroi muoiono’ ed è il nuovo album di Kid Yugi, in uscita il 30 gennaio, pubblicato da Universal e si attesta come uno dei dischi più attesi dell’anno.
Si tratta del terzo album in studio del rapper e segue ‘I nomi del diavolo’ che gli portò un forte consenso soprattutto tra i più giovani.
Il disco – che esce sia in cd che in vinile e in digitale – è stato anticipato da un trailer che mette in scena il funerale dello stesso Kid Yugi, con una special guest star alla fine, Filippo Timi che dà vita a un monologo che chiude il trailer.
Il senso del disco lo dà lo stesso rapper rispondendo alla domanda ‘cosa vuol dire essere un eroe’: «’Operare il bene con tutte le proprie forze’ – dice – risponderebbero i più. ‘Fallire miseramente in nome di un’utopia’, tuonerebbero i malvagi. ‘Dare prova di coraggio e abnegazione di fronte a pericoli e avversità’, intonerebbero gli accademici. Ecco, tutte queste definizioni sono sbagliate, vecchie, obsolete, superate, adatte ad epoche passate, ad un mondo in cui la distinzione tra bene e male appariva netta e irriducibile. La società contemporanea, quella dei consumi che promuove l’individualismo e glorifica l’egoismo, la società che ha sacrificato i valori della giustizia sostituendoli con quelli del merito, è riuscita ad amalgamare i due assoluti. Ma quindi, se bene e male si somigliano, se l’essere umano opta per l’uno o per l’altro secondo un unico criterio, l’utilità, come possiamo noi riconoscere un eroe? O, ancora peggio, è possibile che questo mondo non sia più capace di crearne? Ecco la civiltà ha sopperito a questi dilemmi nel modo più stupido e ingiusto: rendendoci tutti speciali. O almeno facendolo credere. Ci hanno insegnato che ognuno di noi è l’eroe della propria storia, che ognuno di noi è un predestinato, un talentuoso, un genio mandato su questa terra per assolvere a un compito divino. In questo voi credete e in questo credo anch’io. Ed ora più che mai, la mia missione mi appare chiara, limpida come il cielo di marzo. Io sono il vostro Memorandum. E porto un unico messaggio: anche gli eroi muoiono».
Una premessa senza dubbio intigrante dalla quale prende le mosse il nuovo album che, come il precedente, ruota attorno a un concept ben definito, quello, cioè che gli eroi sono persone comuni che dettano la trama delle proprie storie.
Ma come tutte le storie, c’è sempre un inizio e c’è una fine. Ancora una volta, dunque, è il confine tra luce e ombra, tra bene e male il centro della sua narrativa, rapportando questi alla società contemporanea. Kid Yugi anche questa volta ci regala non pochi riferimento letterari e cinematografici, cosa che lo contraddistingue, piazzandolo in una fascia più ‘conscious’ del genere e rendendolo più originale rispetto alla maggior parte delle uscite a cui si assiste settimana dopo settimana.
Kid Yugi, dopo l’uscita dell’album, sarà protagonista di una serie di instore, tra cui anche una data allo Sky Stone, il 10 febbraio alle 16.

Kid Yugi, pseudonimo di Francesco Stasi (Massafra, 14 aprile 2001), ha iniziato a rappare già durante gli anni del liceo, nel collettivo pugliese Saints Mob, che è stato attivo tra il 2018 e il 2021. Nel 2022 ha pubblicato il suo primo singolo ufficiale come Kid Yugi, ‘Grammelot’. Con l’uscita di ‘Grammelot’ si è fatto notare dall’etichetta discografica Thaurus, con la quale ha pubblicato i singoli ‘Sturm und drang’, ‘Kabuki’ e ‘King Lear.’ Con il rapper 18k ha pubblicato ‘No Kizzy’, inclusa poi nell’album di quest’ultimo. Ad ottobre 2022 è uscito il singolo ‘DEM’, in collaborazione con i rapper Tony Boy e Artie 5ive.
A novembre 2022 viene distribuito il suo primo album, ‘The Globe’, certificato oro, che ha visto le collaborazioni di Kira, Sosa Priority, Artie5ive e Tony Boy. Il nome dell’album è riferito al teatro di Shakespeare, il Globe Theatre, che era un teatro a cielo aperto, creando secondo Kid Yugi un parallelismo con la vita di strada, che spesso porta a fingere, come nel teatro. Contiene tre brani certificati disco d’oro, ovvero ‘Grammelot’, ‘Il filmografo’ e ‘Il ferro di Čechov’.
A febbraio del 2023 ha partecipato al format Real Talk e successivamente ha pubblicato il singolo ‘Minaccia’. A maggio ha reso disponibile con il produttore Night Skinny l’EP ‘Quarto di bue.’ L’EP, certificato disco di platino, contiene la collaborazione con il rapper Guè Steppers e le tracce disco di platino ‘Sintetico’, in collaborazione con Tony Boy, e disco d’oro ‘Porto il commerciale’, con Artie 5ive. Sempre nel 2023 ha collaborato come artista ospite negli album Outsider di Nitro, Don dada di Don Joe e No Stress di Irama e Rkomi. A giugno 2023 è anche presente nell’album di Tedua ‘La Divina Commedia’ con il brano triplo disco di platino ‘Paradiso artificiale’, grazie alla cui strofa si è imposto all’attenzione nazionale. e il 15 giugno del 2023 ha fatto uscire ‘Massafghanistan’, estratto dell EP ‘quarto di bue’, che ha riscontato molto successo.
Nel 2024, rispettivamente a gennaio e a febbraio, ha pubblicato i singoli ‘Paganini’ e ‘L’anticristo’, prima dell’uscita, a marzo, del secondo album ‘I nomi del diavolo’, che ha debuttato direttamente in testa alla classifica album FIMI settimanale e ha ricevuto la certificazione di disco di platino, con un riscontro positivo anche in televisione. L’album è inoltre stato inserito al primo posto della classifica di Spotify Top Albums Debut Global, ossia la classifica dei nuovi album più ascoltati dei primi giorni di marzo a livello globale, esclusi gli Stati Uniti d’America.
Nel 2025 ha preso parte all’album ‘Fame’ di Jake La Furia con la traccia ‘ Viagra’, successivamente ha collaborato con il rapper pugliese Rrari dal Tacco nel singolo ‘Bianca’. Inoltre ha preso parte all’album ‘Per soldi e per amore’ di Ernia con la traccia Fellini, all’EP ‘Latte in polvere’ di Papa V e Night Skinny con la traccia ‘Mossa strepitosa’, all’album ‘Funny Games’ di Noyz Narcos con la traccia Il mio amico e all’album ‘Gloria’ di Paky con la traccia ‘I soldi parlano’.
Il rap di Kid Yugi si contraddistingue per frequenti riferimenti a teatro, cinema e letteratura. Fra i temi ricorrenti nei suoi testi, la denuncia delle morti causate dall’Ilva di Taranto e quella dello spaccio di droga.
