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Caparezza oltre Caparezza: ecco ‘Orbit Orbit’ e l’arte non ha più confini

Un fumetto da ascoltare o un disco da leggere? Questo è il dilemma che assale con il nuovo progetto di Caparezza, ‘Orbit Orbit’, presentato in anteprima all’ultima edizione di Lucca Comics & Games e che, da quegli ultimi giorni di ottobre, continua a ricevere riconoscimenti un po’ a tutti i livelli, primo su tutti quello delle vendite.

Come lo stesso Caparezza ha spiegato, graphic novel e album sono strettamente legati tra loro. Si comprendono e apprezzano anche come opera singola, ma per rendere veramente giustizia al progetto di Caparezza, è impossibile dividere le due parti.
Non solo, ascoltando il disco e leggendo contemporaneamente la graphic novel, si ha la sensazione che i tempi di lettura coincidano perfettamente con quelli di ascolto.

Le atmosfere musicali e le produzioni sono quelle dell’elettronica a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta: «Mi piacevano molto i gruppi di ‘space music’ – ha detto presentando il disco – e questo disco pesca moltissimo da quell’immaginario. Nel caso dei brani, anche il suono evolve con la storia e man mano si aggiungono strumenti, fino ad arrivare ai 74 elementi orchestrali del finale».

Un progetto sicuramente coraggioso e che poteva non essere accolto in maniera molto positiva, proprio perché decisamente impegnativo, ma è lo stesso Caparezza a spiegare di non essere interessato alle logiche di mercato: «Faccio le cose con onestà – ha detto – e questo mi basta. Io ci credo e mi prendo la responsabilità, se non dovesse andare». E non ha certo paura di cadere. Anzi. «I miei fallimenti sono stati anche la mia benedizione: se non ci fosse stato Miki Mix, oggi forse non ci sarebbe Caparezza».

‘Orbit Orbit’, di fatto, per stessa ammissione dell’artista, chiude una trilogia iniziata con ‘Prisoner 709’, proseguita con ‘Exuvia’, per concludersi con questo nuovo lavoro.

Dal punto di vista del contenuto, i testi sono forse i più personali scritti dal rapper e vi affronta in maniera molto aperta quello che sicuramente è stato il periodo più difficile della sua carriera (e probabilmente della sua vita), quello in cui gli hanno sentenziato, oltre all’acufene, l’ipoacusia che, come spiega lui stesso, è l’anticamera della sordità e viene spesso assieme quell’acufene che già da tempo lo tormentava. Una sentenza che ha generato una crisi non da poco, ma che adesso guarda con il distacco e la serenità di chi comunque è riuscito a superare il tutto: «Quello che mi stupisce e mi colpisce – dice – è come ci sia una sorta di tabù nel dire che si porta l’apparecchio acustico, mentre non ci sia per gli occhiali da vista. In realtà sono esattamente la stessa cosa: vanno a compensare qualcosa che abbiamo perso per un senso. Eppure esiste. Io porto l’apparecchio acustico e grazie a questo ho superato l’ipoacusia e riacquistato il gusto di sentire e sentirmi».

La prima ancora di salvezza gli è arrivata proprio dal mondo del fumetto, quando, nel 2021, partecipò a Lucca Comics & Games per presentare la variant cover sotto forma di pop-up, di ‘Exuvia’, realizzata da Simone Bianchi. Questo entrare in contatto con il colorato mondo del popolo dei Comics gli ha fatto improvvisamente ricordare che il suo primo sogno era quello di diventare un fumettista: «Aver realizzato la variant cover e averla presentata in questo mondo mi ha fatto riscoprire la mia passione, tanto da voler scrivere io stesso un fumetto. Poi, dal fumetto al disco che lo accompagna e completa, il passo è stato breve». Ne è venuto fuori un lavoro veramente omogeneo, ma che, al tempo stesso può vivere anche separatamente dal ‘gemello’ cartaceo o sonoro.

Anche nei testi di ‘Orbit Orbit’ si trova il Caparezza di sempre, quello che sa come ‘usare’ parole e immagini per dare vita a storie che hanno più livelli di lettura. Storie con le quali confrontarsi e con le quali mettersi alla prova per vedere se si colgono tutte le sfumature. Impresa forse impossibile.
Curati e accurati, sono forse meno ricchi di citazioni rispetto al passato, cosa che può non essere un male e può essere legato al fatto che si tratti di testi più personali. Esiste, però, anche una seconda possibilità: le citazioni ci sono, ma serve solo più tempo per coglierle tutte: «E’ un disco che ha più livelli di significato e servono più ascolti per comprenderlo bene», ha detto Caparezza.

Difficile eleggere un pezzo preferito, anche perché trattandosi di un concept album, un brano è legato all’altro e, alla fine, questo va a tutto vantaggio dei brani più deboli – che ovviamente non possono non esserci – in quanto trainati da quelli più forti. Una menzione, però, la voglio ugualmente fare ed è per ‘Il banditore’, con un testo che – di fatto – non è un testo, ma una serie di onomatopee che arrivano direttamente dal mondo dei fumetti. Poteva uscire un’assurdità, invece è un brano che funziona sotto tutti i punti di vista, perfino quello concettuale, in quanto si inserisce perfettamente nella storia.
Strano? Senz’altro. Interessante? Molto. Ed è la dimostrazione che, quando si mette in testa una cosa, Caparezza è capace veramente di tutto.

Adesso non resta che attendere le date live di questo progetto per vedere come lo traduce sul palco e, se rispetta il passato, sarà sicuramente un grande spettacolo.

TRACKLIST

  1. Fluttuo, orbito
  2. Il pianeta delle idee
  3. Io sono il viaggio
  4. Darktar
  5. A Comic Book Saved My Life
  6. Il banditore (Enzo Del Re)
  7. Autovorbit
  8. Curiosity (oltre il bagliore)
  9. Gli occhi della mente
  10. Come la musica elettronica
  11. The NDE
  12. Pathosfera
  13. Cosmonaufrago
  14. Perlificat
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