Pubblicato il Lascia un commento

Claver Gold e “La migliore stagione”: maturità, equilibrio e nuove prospettive

Lo ripete sette volte, come un mantra, nell’omonimo pezzo: ‘Equilibrio’. E l’equilibrio è un po’ il fil rouge de ‘La migliore stagione’ di Claver Gold,  album molto equilibrato – appunto – sia dal punto di vista emozionale, sia dal punto di vista musicale.

Anzi, partiamo proprio da quest’ultimo aspetto: capita che, a volte, abbia trovato le produzioni di Gian Flores raffinate, curate, ma un po’ eccessive, barocche, insomma. Questa volta, invece, sono pressoché perfette per i testi che commentano. Pur non rinunciando all’accuratezza della ricerca sonora che caratterizza sempre e comunque il lavoro di Gian Flores, accompagnano perfettamente le parole senza mai sovrastarle, ma, anzi, mettendole ancora più in risalto.

Fin dal primo ascolto, si comprende che ‘La migliore stagione’ è un album di cui non ci si libererà presto, ma che ci accompagnerà per molto molto tempo. Arriva dopo quattro anni di silenzio: è del 2022 ‘Questo non è un cane’, l’ultimo album di inediti, a cui ha fatto seguito nel 2024 ‘Questo non è un cane Domo’, la deluxe edition che, però, di fatto, pur riproponendo le stesse canzoni, ne dava una versione totalmente nuova, dove in ogni pezzo si inseriva un featuring completamente nuovo, rendendo il disco più che una deluxe edition, un progetto a sé stante.

Quello di Claver Gold in questi anni, comunque, è stato un ‘silenzio rumoroso’, poiché non sono certo mancati i featuring in numerose opere di altri rapper, ma non è mancata neanche la riedizione in vinile di ‘Melograno’ (anche questo rivisto e corretto: già che ci siamo, perché non rimetterci un po’ le mani e ‘rinfrescarlo’?) e vari altri progetti, come i live in zone generalmente fuori dal circuito: un insieme di cose che sicuramente non l’hanno fatto professionalmente annoiare in questo periodo.

E poi si arriva a ‘La migliore stagione’.

Un disco un po’ diverso rispetto a quelli passati.

Per primo è uscito l’elenco delle date live, senza però svelare niente del disco (che tutti comunque aspettavano con impazienza a quel punto), poi l’annuncio ufficiale che è arrivato a ridosso della pubblicazione, quasi a sorpresa, accompagnata dal primo singolo ‘Favola’, che vede il featuring di Dargen D’Amico che, al momento dell’uscita, non era ancora stato al Festival di Sanremo e che qua dà una bella prova della sua composizione. Una canzone piacevole, che sicuramente si fa strada e resta, ma forse non il migliore pezzo del disco.

Passano poche settimane e arriva qualche notizia in più, come la data di pubblicazione, magari per far crescere l’hype attorno alla pubblicazione. Quello che è sicuro è che questa secondo ‘uscita pubblica’ è accompagnata da un grande singolo ‘Amore Goodbye’, di cui parlo ampiamente qua.

Due singoli, comunque, che fanno presagire l’arrivo di un grande album.
E così è stato.

I temi trattati non si distanziano da quelli ai quali ci ha abituati: aprire delle finestre sul suo passato o raccontare storie dove, in qualche modo, si riflettono pezzi della sua vita.
Ma, in questo album c’è uno spirito diverso rispetto al passato.

Non è più solo il disincantato (a volte anche un po’ rabbioso) racconto di un vissuto. Non sono solo storie non certo allegre in cui riflettersi. Adesso c’è un clima diverso nei brani.

Non manca quella sensibilità che caratterizza da sempre la sua scrittura e che si trova nel suo trattare temi a tratti duri, a tratti durissimi, ma sempre con quelle scelte stilistiche e verbali che lo rendono riconoscibile e, in qualche misura, unico.

Eppure è cambiato qualcosa. E’ cambiato lo sguardo: è uno sguardo più maturo e, probabilmente, più sereno. C’è una tensione verso il futuro e un futuro che, visto negli occhi di un bimbo (anche la vita privata attuale si riflette nei testi), non sembra essere negativo come il passato.

Eviterei di parlare dei testi dal punto di vista semantico o delle citazioni, anche perché trovo giusto che sia un esercizio che ognuno fa da solo e vi trova quello che maggiormente risuona nel suo di vissuto.

Certo, anche qua siamo di fronte a temi complessi, affrontati in maniera appartemente semplice, ma che, se ascoltati con attenzione, hanno un numero infinito di rimandi letterari, cinematografici, pittorici e molto altro.

Poi, ci sono i featuring: interessanti anche perché a volte fanno scoprire artisti che magari erano sfuggiti. Due però sono sicuramente quelli che spiccano, Dargen D’Amico, come dicevo prima, e Davide Shorty che in ‘Fino all’ultimo giorno’ gli ‘regala’ un ritornello che rende il brano uno dei migliori dell’album. Accanto a loro troviamo: Al Castellana, Ghemon, Subconscio, Sandro il marinaio e spicca l’outro ‘7 Samurai‘: una posse track che vede all’opera Moder, Steph Kill,File Toy, Samu SR, Gian Flores e Fill Koi. Un pezzo corale interessante anche perché mette a confronto stili diversi e storie diverse.

E’, comunque, difficile (impossibile?) fare una scelta e incoronare la ‘canzone migliore’ dell’album, anche se la titletrack, ‘La migliore stagione’, ha veramente tutte le carte in regola per spiccare il volo e diventare un classico del suo repertorio.
Si può parlare de ‘La migliore stagione’ come disco ‘della maturità’, come spesso accade nella musica? Onestamente penso lo dirà il tempo. E’ sicuramente un disco importante per la crescita (personale, musicale, artistica) di Claver Gold.
Diciassette tracce, quindi, che raccontano storie, creando un percorso che porta nel mondo di Claver Gold, raccontato sempre con poesia, sensibilità e … equilibrio.

TRACKLIST

  1. Ho fatto un sogno (intro)
  2. Amore goodbye
  3. Sconosciuti feat. Al Castellana
  4. Memoriale
  5. Fino all’ultimo giorno feat. Davide Shorty
  6. Vertigine soggettiva
  7. Favola feat. Dargen D’Amico
  8. Dario e Pepo
  9. Equilibrio
  10. Origami
  11. Sangue e smog
  12. Camelia feat. Ghemon e Subconscio
  13. Cioccolato e sigaretta
  14. Squarciagola e spaccacuore
  15. La migliore stagione
  16. Cosa pensano i poeti feat. Sandro il Marinaio
  17.  7 Samurai (outro) feat. Moder, StephKill, FileToy, Samu SR, Gian Flores, Fill Koi
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *