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Con “Sergio”, i Coniugi Orsini mescolano cantautorato pop e suggestioni progressive

Foto Ufficio Stampa

Dopo l’esordio di Piero, i Coniugi Orsini tornano con Sergio, secondo singolo che anticipa l’uscita di Seconde nozze, EP d’esordio del duo pubblicato per Il Piccio Records e distribuito da Audioglobe/The Orchard.

Il brano si muove lungo coordinate che uniscono cantautorato pop e richiami alla tradizione rock degli anni Settanta e Ottanta. Da una parte emergono i synth e alcune soluzioni sonore che richiamano l’estetica pop del decennio ottantiano; dall’altra trovano spazio momenti più sospesi e contemplativi che guardano al progressive rock e alla psichedelia. Un dialogo che si manifesta soprattutto nelle parti strumentali, dall’introduzione all’assolo centrale, elementi che contribuiscono a dare profondità all’arrangiamento senza appesantire l’ascolto.

Sul piano narrativo, Sergio sceglie la strada dell’allusione e della metafora. Luca Orsini interpreta il brano in prima persona raccontando il ritrovamento del misterioso “tesoro di Sergio”, ma senza mai svelarne apertamente la natura. L’intero testo procede per immagini e suggestioni, lasciando all’ascoltatore il compito di completare il significato.

Dietro questo espediente narrativo sembra emergere una riflessione sulla componente più ingenua e autentica dell’essere umano, quella parte infantile che continua a sopravvivere anche nell’età adulta. Una presenza affascinante ma ambigua, che nel corso del brano assume contorni meno rassicuranti. Nei ritornelli compare anche un omaggio all’Abruzzo attraverso la citazione del Gran Sasso, evocato come luogo simbolico di rifugio e ricerca interiore.

La figura evocata da Orsini ricorda in parte il “fanciullino” della tradizione letteraria italiana, ma viene reinterpretata in chiave più inquieta e contraddittoria. Non un principio di purezza assoluta, bensì una forza istintiva e imprevedibile dalla quale il protagonista sceglie infine di prendere le distanze.

Dal punto di vista musicale, il brano conferma la volontà dei Coniugi Orsini di costruire un percorso personale, capace di intrecciare sensibilità cantautorale e ricerca sonora. Un equilibrio che trova ulteriore sostegno nel lavoro della band che accompagna il duo, con Fabio Massimo Celenza al basso elettrico, Davide Marcone alla batteria e Miryam Conte ai cori. La registrazione è stata realizzata presso Garone Production di Vasto sotto la supervisione di Piero Garone.

Dietro il progetto ci sono il cantautore Luca Orsini e il pianista Marco Bassi, compagni di avventure musicali fin dai tempi dell’università. Dopo un’intensa attività live che li ha portati a condividere il palco con artisti come Brunori Sas, Area e Quintorigo, il duo aveva pubblicato nel 2014 il singolo Il Computeretto, prima di interrompere temporaneamente il percorso comune.

Negli anni successivi entrambi hanno sviluppato esperienze artistiche autonome: Luca Orsini si è distinto anche grazie all’EP L’ordine delle cose gambere, premiato al MEI, mentre Marco Bassi ha ampliato il proprio linguaggio attraversando generi diversi, dalla musica popolare brasiliana al tango, dal klezmer al jazz e all’elettronica, collaborando tra gli altri con Vince Tempera e Mimmo Locasciulli.

Il ritorno dei Coniugi Orsini nel 2025 ha dato vita a Seconde nozze, EP che segna la ripartenza del progetto dopo dieci anni di pausa. In questo contesto, Sergio assume un significato particolare: non solo un nuovo capitolo discografico, ma anche la conferma di una ritrovata intesa artistica che continua a muoversi tra scrittura d’autore, ricerca musicale e gusto per la narrazione simbolica.

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