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DJ Fede e Creep Giuliano: identità, sacrificio e un beat che lascia spazio al racconto

Trent’anni di carriera lasciano un segno nel modo in cui si costruisce un beat. DJ Fede — Federico Grazziottin, torinese classe ’74, attivo dall’89 e nell’hip hop dalla metà degli anni Novanta — non ha mai cercato di inseguire il suono del momento, e “La Scelta” lo conferma senza bisogno di dichiararlo. Il singolo, realizzato con Creep Giuliano e gli scratch di DJ Lil Cut, si muove su coordinate classiche: un rap profondo e compatto, costruito con la pazienza di chi sa che un beat che funziona non ha bisogno di sovraffollamento.

La produzione di DJ Fede fa esattamente quello che deve: tiene il ritmo, lascia spazio e non si mette davanti al racconto. Creep Giuliano lo occupa con barre lucide, che parlano di cosa significhi scegliere la musica quando tutto spinge altrove — le rinunce, la determinazione, le consapevolezze che si maturano lentamente sulla strada. Non è un tema nuovo per l’hip hop, ma la differenza sta nel come viene trattato: senza romanticizzazione, senza retorica del sacrificio come valore assoluto. C’è una sobrietà nel testo che funziona meglio di molti eccessi retorici che si sentono in giro.

Gli scratch di DJ Lil Cut aggiungono un livello di radicamento culturale preciso: non sono un ornamento, ma una firma, un modo di dire da dove viene questo suono e a quale tradizione si sente di appartenere.

“La Scelta” non sorprende chi conosce DJ Fede, e probabilmente non è pensata per farlo. È un brano che lavora in profondità più che in ampiezza, e che trova la sua forza nell’onestà con cui viene costruito — da un produttore che ha collaborato con buona parte dell’hip hop italiano che conta, da Guè a Bassi Maestro, da Mondo Marcio a Inoki, e che dopo trent’anni ha ancora qualcosa da dire sul perché vale la pena scegliere questa strada.

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