Pubblicato il Lascia un commento

Glen Hansard celebra il valore dell’imperfezione in “Don’t Settle – Transmissions West. Volume 2”

Foto: Ufficio Stampa

In un’epoca in cui la perfezione digitale sembra essere diventata un requisito imprescindibile della produzione musicale, Glen Hansard sceglie la strada opposta. Con “Don’t Settle – Transmissions West. Volume 2”, disponibile dal 26 giugno, il cantautore irlandese firma il secondo capitolo di un progetto che è molto più di una semplice raccolta di successi: è una dichiarazione d’intenti, un manifesto artistico costruito attorno all’autenticità dell’esecuzione dal vivo.

Dopo “Transmissions East”, Hansard completa un’opera che attraversa la sua carriera senza cadere nella nostalgia. Registrato negli spazi del Funkhaus di Berlino, storico centro radiofonico dell’ex Germania Est, il disco cattura la forza espressiva di un musicista che ha sempre fatto della sincerità il proprio tratto distintivo. Nessun autotune, nessun overdub vocale, nessuna seconda possibilità: ogni brano è stato eseguito e registrato così come è accaduto, davanti a un pubblico reale di 600 persone per ciascuna delle due serate che hanno dato vita al progetto.

Il risultato è un lavoro che sfugge alle categorie tradizionali. È contemporaneamente un best of, un album live e un disco in studio. Una formula apparentemente contraddittoria che però trova senso proprio nella filosofia di Hansard, da sempre interessato a catturare il momento più che a inseguire la perfezione tecnica.

L’origine di “Transmissions East & West” risale a una serata quasi leggendaria dell’estate 2024 allo Zuiderparktheater dell’Aia. Sotto una pioggia torrenziale, Hansard invitò il pubblico a condividere il palco, trasformando il concerto in un’esperienza collettiva e spontanea. Quello spirito di comunione e partecipazione diventa oggi il cuore pulsante del progetto, che restituisce l’idea della musica come incontro umano prima ancora che spettacolo.

A rendere particolarmente efficace “Transmissions West” è la capacità di mettere in prospettiva l’intero percorso artistico del musicista irlandese. Dai giorni con i The Frames fino alla consacrazione internazionale arrivata con Once e con l’Oscar conquistato grazie a “Falling Slowly”, Hansard ha costruito una carriera coerente, fondata su una scrittura intensa e profondamente emotiva. Le collaborazioni con artisti come Bob Dylan, Bruce Springsteen e Joni Mitchell non hanno mai alterato questa identità, ma ne hanno piuttosto confermato il valore.

A 55 anni, Hansard sembra attraversare una fase di particolare consapevolezza creativa. “Transmissions West” non suona come un punto d’arrivo, bensì come una fotografia sincera di un artista ancora in movimento, capace di rileggere il proprio passato senza trasformarlo in un monumento. Le canzoni respirano, si espandono, trovano nuove sfumature grazie all’interazione con la band e con il pubblico, restituendo quella dimensione emotiva che spesso si perde nelle produzioni contemporanee più levigate.

Con questo secondo volume, Glen Hansard consegna ai suoi ascoltatori qualcosa di raro: un documento vivo, imperfetto e profondamente umano. Un disco che non cerca di impressionare con effetti speciali, ma che conquista grazie alla forza delle canzoni e alla credibilità di chi le interpreta.

Il cantautore presenterà il progetto anche dal vivo in Italia il prossimo dicembre, con quattro appuntamenti a Parma, Perugia, Roma e Pesaro, occasioni ideali per ritrovare quella connessione diretta tra artista e pubblico che rappresenta l’essenza stessa di “Don’t Settle – Transmissions West”.

LE DATE
. 11 Dicembre – Parma, Barezzi Festival
. 12 Dicembre – Perugia, Auditorium San Francesco
. 14 Dicembre – Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala
. 15 Dicembre – Pesaro, Teatro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *