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Iastimo torna con “Lord Gravedigger”: un rap classico tra introspezione e critica sociale

Dopo quasi due anni dall’uscita di Tutto Normale, il musicista siciliano Iastimo torna con il nuovo album Lord Gravedigger, disponibile da venerdì 20 febbraio su tutte le piattaforme digitali per Marmelade Wave Record. Curando personalmente sia testi sia produzioni, l’artista conferma il suo percorso in un rap classico e senza compromessi, lontano dalle mode e dalle concessioni del mercato.

Il concept dell’album ruota attorno al tema della morte, intesa non come fine definitiva, ma come trasformazione. Iastimo esplora le sue molteplici declinazioni — sociali, politiche, di pensiero e musicali — collegandole spesso al tema della disabilità, centrale nella title track. Le tracce si susseguono creando un filo narrativo coerente, culminando in un brano dedicato alla malattia. Le sonorità affondano le radici nell’underground: beat cupi e lineari si mescolano con un flow serrato e claustrofobico, dando vita a un’atmosfera scura e permeata di cinismo. Lo storytelling filtrato dall’artista riflette il malessere umano e artistico del nostro tempo.

Nel disco, Iastimo indossa i panni dello “scavafosse” — da qui il titolo Lord Gravedigger — per seppellire metaforicamente parole, idee e sistemi ormai logori. L’album si apre con il singolo Cavie, una riflessione su come la tecnologia, se mal utilizzata, finisca per renderci schiavi e inermi davanti a un sistema consumistico. Oblivion, unica traccia prodotta da Skat, è il momento più introspettivo dell’album: ispirandosi al film di fantascienza Doors, l’artista usa la metafora delle porte per raccontare quei momenti della vita in cui ci si trova davanti a scelte decisive.

Con John Lemon, Iastimo gioca con le parole, inventando un drink immaginario e offrendo un brano dedicato allo stile e alla scena hip-hop contemporanea, raccontata con lucidità e ironia senza prendersi troppo sul serio. La title track, Lord Gravedigger, ritorna sul tema della disabilità, evidenziando come spesso ci si dimentichi che anche una persona disabile invecchia, e che il tempo aggrava una condizione fisica già compromessa. Sottosopra inserisce il disco nel contesto del cosiddetto “nuovo ventennio”, offrendo una critica feroce ai nuovi fascismi, spesso mascherati da liberalismo e patriottismo nella narrazione politica dell’Italia contemporanea.

Marcia è una denuncia della superficialità e del superfluo, del mondo rapido, usa e getta, a portata di smartphone. Un brano senza ritornello, fatto di rime serrate, per parlare di realtà concrete e rompere il limbo delle promesse elettorali mai mantenute. Con Mi vendo tutto, su una base minimale, Iastimo ricorda che basta poco per restare umani, trasformando il pezzo in un vero e proprio inno contro capitalismo e consumismo globali.

Il disco si chiude con Piccole dimenticanze, una traccia dedicata all’Alzheimer che affronta la malattia degenerativa con sincerità e una sottile vena ironica, senza mai perdere rispetto e profondità. Con Lord Gravedigger, Iastimo consegna un album che unisce introspezione, critica sociale e autenticità rap, confermandosi come una delle voci più interessanti della scena italiana.

INFO
https://www.youtube.com/watch?v=Z6NilokRax4

https://www.instagram.com/iastimo/

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