Dopo una serie di uscite discografiche che ne hanno riaffermato la centralità nel panorama sperimentale internazionale, Diamanda Galás torna in Italia con tre appuntamenti che si preannunciano tra i più rilevanti della prossima stagione concertistica d’avanguardia. Il ritorno segue la pubblicazione della ristampa rimasterizzata di You Must Be Certain of the Devil e del più recente De-formation: Second Piano Variations, oltre a una intensa tournée in Portogallo che ha confermato la forza performativa dell’artista davanti al pubblico europeo.
Il calendario italiano si articola in tre date distribuite tra fine settembre e luoghi di particolare rilievo per la musica dal vivo: il debutto è previsto il 23 settembre 2026 all’Auditorium Santa Chiara, nella città di Trento; il tour prosegue il 26 settembre all’Auditorium Paganini di Parma, nell’ambito del Il Rumore del Lutto Festival, per concludersi il 30 settembre al Teatro La Fenice di Senigallia, nella marchigiana Senigallia. Si tratta di un’occasione rara per il pubblico italiano, considerata la selettività delle apparizioni live dell’artista e la natura profondamente immersiva delle sue performance.
La proposta artistica di Galás si colloca da sempre in una dimensione che supera i confini della semplice esecuzione musicale. Le sue performance, spesso costruite come veri e propri dispositivi drammaturgici, intrecciano vocalità estrema, pianoforte e una forte componente concettuale. La critica internazionale ha più volte sottolineato come la sua pratica non consista nell’interpretazione ma nella trasformazione radicale del materiale sonoro, in un processo che mette in relazione dolore, memoria e tensione politica. In questo senso, i concerti italiani si inseriscono in una fase creativa particolarmente fertile, caratterizzata da una rilettura del proprio repertorio storico e da nuove esplorazioni pianistiche.
Le due pubblicazioni più recenti rappresentano bene questa traiettoria. La ristampa di You Must Be Certain of the Devil, originariamente del 1988, restituisce uno dei lavori più iconici della sua produzione in una veste sonora aggiornata, capace di valorizzarne la carica espressiva e la radicalità formale. De-formation: Second Piano Variations, invece, documenta una performance dal vivo basata sulla rielaborazione della partitura di Das Fieberspital (The Fever Hospital), eseguita in un contesto intimo e quasi rituale presso la Pinault Gallery nella primavera del 2025, confermando il ruolo del pianoforte come elemento sempre più centrale nella sua ricerca recente.
Attiva sin dal 1979, Galás ha costruito un percorso artistico unico, segnato da una costante tensione tra sperimentazione vocale e impegno politico. Formata tra musica classica e jazz nella natia San Diego, ha sviluppato fin dagli esordi un linguaggio personale basato su tecniche estese e sull’uso della voce come strumento totale. Le sue opere hanno affrontato temi complessi e spesso marginalizzati, dall’epidemia di AIDS al genocidio, fino alla malattia mentale, contribuendo a ridefinire il ruolo della performance musicale come spazio di testimonianza e denuncia.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con figure di primo piano della scena internazionale, tra cui John Paul Jones, con cui ha realizzato nel 1994 l’album The Sporting Life, e ha continuato a muoversi tra composizione, installazione e ricerca interdisciplinare. Un passaggio significativo degli ultimi anni è stata la fondazione dell’etichetta indipendente Intravenal Sound Operations nel 2017, attraverso cui ha avviato un sistematico lavoro di recupero e rimasterizzazione del proprio catalogo, consolidando il controllo diretto sulla propria produzione artistica.
L’attuale fase creativa, culminata anche con lavori recenti come Broken Gargoyles del 2022, evidenzia una continuità nella sua indagine sulle possibilità espressive della voce e sul rapporto tra corpo, trauma e suono. In questo contesto, il tour italiano non rappresenta soltanto una serie di concerti, ma un momento significativo per osservare da vicino l’evoluzione di un’artista che continua a occupare una posizione isolata e imprescindibile nel panorama contemporaneo.
