Rufus Wainwright And The Pacific Jazz Orchestra presentano ‘I’m A Strenager Here Myself – Wainwright Does Weill’, tributo al compositore tedesco-americano Kurt Weill.
Disponibile su cd, vinile e streaming/download dal 21 Novembre per Rock and Roll Credit Card Inc. e Thirty Tigers.
Il celebre cantautore americano Rufus Wainwright non ha bisogno di presentazioni di sorta,
uno dei più dotati e creativi musicisti degli ultimi 30 anni, con uno stile unico ben riconoscibile e un pubblico di fan devoti.
Rufus Wainwright e la Pacific Jazz Orchestra hanno alzato il sipario su ‘I’m a Stranger Here Myself – Wainwright Does Weill’, avvincente album tributo per approfondire il ricco e complesso repertorio del leggendario compositore tedesco-americano Kurt Weill.
“Le canzoni di Kurt Weill hanno a lungo ossessionato la mia immaginazione – racconta Rufus Wainwright. Che si tratti della nota ‘Mack the Knife’ o dell’esplosione finale di ‘Lost in The Stars’, questo meraviglioso viaggio musicale è iniziato, continua e non finirà mai”.
‘I’m a Stranger Here Myself – Wainwright Does Weill’ non solo rende omaggio all’eredità di Kurt Weill, ma continua anche l’esplorazione che Rufus Wainwright ha intrapreso nel corso della sua vita degli artisti che, come lui, vivono al crocevia tra arte alta, cultura pop ed eccesso emotivo. Noto per il suo talento teatrale e le sue doti vocali, Wainwright è affascinato dalla musica di Weill da decenni: quando aveva poco più di vent’anni consumò il vinile del famoso album di Teresa Stratas dedicato a Weill e da tempo esprime la sua ammirazione per la miscela unica di Weill di “musica pop con una sensibilità operistica, il profano con il divino”.
Presentato in anteprima nel Maggio 2023 al Café Carlyle di New York City, ‘Wainwright Does Weil’l ha segnato la prima esplorazione approfondita del repertorio di Weill da parte di Wainwright. Sebbene l’influenza musicale di Weill sia evidente nelle composizioni di Wainwright, questi non aveva mai dedicato un’intera serata alle composizioni del musicista tedesco. Dopo cinque serate sold out a New York, Wainwright ha ampliato il suo approccio con una versione concertistica completamente orchestrata, eseguita nel 2024 sul grande palco del Theatre at Ace Hotel di Los Angeles, in California, con la Pacific Jazz Orchestra diretta da Chris Walden. Wainwright e la PJO hanno offerto un’interpretazione unica delle singolari composizioni di Weill, celebrate per la loro fusione di elementi classici, cabaret e jazz, con esibizioni di brani classici come ‘Surabaya Johnny’, ‘Je ne t’aime pas’, ‘September Song’ e ‘Lost in the Stars’.
Ora registrato per la prima volta e con la partecipazione speciale di Viola Odette Harlow e della famosa Metropole Orkest dei Paesi Bassi, ‘I’m a Stranger Here Myself – Wainwright Does Weill’ non punta tanto a preservare perfettamente il passato, quanto piuttosto a dargli nuova vita, interpretando la musica di Kurt Weill attraverso la lente del XXI secolo con arguzia, grandiosità e un cuore senza compromessi.
Il genio di Kurt Weill è una sorta di enigma, e probabilmente è colpa sua. Dovrebbe essere uno dei cantautori o compositori più famosi di ogni generazione, fonte di ispirazione (come lo è stato) per numerose e stilisticamente diverse iterazioni del suo lavoro, ma è forse la sua stessa versatilità che impedisce a qualsiasi cantante di rivendicare il primato dell’interpretazione definitiva delle sue canzoni. In un’epoca in cui le divisioni tra musica pop e teatro musicale, tra canzoni di successo e opera, erano praticamente insuperabili, lui le ignorò completamente.
Questo album copre tutti i generi. Rufus non affronta queste canzoni come farebbe un cantante jazz, né come opere classiche. Piuttosto, le interpreta come farebbe un cantautore. In tutto l’album, Rufus evita le allettanti improvvisazioni jazzistiche, e i brillanti arrangiamenti della Pacific Jazz Orchestra di Chris Walden lo seguono con magica moderazione e chiarezza. Tutte le canzoni hanno spazio per respirare, anche quando l’orchestra inizia a swingare vigorosamente, come nell’inevitabile ‘Mack the Knife’. Non è un caso che in questa registrazione dal vivo Rufus (con la sua intonazione e il suo fraseggio impeccabili) faccia sembrare queste canzoni facili da cantare, cosa che invece non sono affatto.
TRACKLIST
01. September Song
02. I’m A Stranger Here Myself
03. Die Muschel Von Margate
04. Matrosen Song
05. It Never Was You
06. Youkali
07. Fürchte Dich Nicht
08. The Saga Of Jenny
09. Je ne t’aime pas
10. Will You Remember Me?
11. Zuhālterballade (Feat. Viola Odette Harlow)
12. Surabaya Johnny
13. Mack The Knife
14. Lost In The Stars (Feat. Metropole Orkest)
15. Surabaya Johnny (Live At Café Carlyle)
16. My Ship / Speak Low (Digital Album Exclusive)
INFO:
https://www.rufuswainwright.com/
www.instagram.com/rufuswainwright/
https://www.pacificjazz.org/
www.instagram.com/pacificjazzorch
