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Le trame acustiche e i richiami mediorientali nel nuovo singolo dei C’mon Tigre

Con la pubblicazione del nuovo singolo “Vanta”, i C’mon Tigre svelano un ulteriore tassello del percorso di avvicinamento al loro prossimo progetto discografico. Il brano, che segue la diffusione dei precedenti estratti “K//A\K//A” e “Driver Idle”, è accompagnato da un visualizer video e si colloca all’interno del concept intitolato “Lumina – Immersive Frequencies, a technological dancefloor”.

Rispetto alle tracce già edite, la nuova composizione ridefinisce le coordinate del lavoro rallentando il passo e privilegiando una dimensione sospesa e di stampo rituale. L’architettura del pezzo si affida all’interazione tra oud, violoncello e vibrafono, strumenti che tessono una trama organica percorsa da sottili suggestioni mediorientali. Nelle intenzioni del collettivo, il brano è concepito per assecondare un groove notturno e fisico, strutturato per evocare la transizione tra il giorno e la notte. All’interno dell’economia complessiva del prossimo disco, la traccia rappresenta l’episodio a maggiore trazione acustica, configurandosi come un momento di decompressione inserito in un flusso altrimenti dominato da frequenze elettroniche e fitte stratificazioni ritmiche.

Fondato nel 2014, il duo rappresenta il nucleo attorno al quale si sviluppa un collettivo aperto e orientato a una costante scomposizione dei generi, in cui convergono jazz, funk, elettronica e world music. La produzione della band si è storicamente distinta per un legame simbiotico con le arti visive e l’animazione cinematografica, un approccio multimediale che si riflette sia nella cura delle edizioni fisiche sia nella dimensione immersiva delle esibizioni dal vivo.

La traiettoria del gruppo conta tappe significative come l’album “Habitat”, ampiamente recepito dai media nazionali e dalle classifiche specializzate, e il successivo progetto sperimentale “Soundtrack For Imaginary Movie Vol 1”, firmato sotto la dicitura C’mon Tigre – Instrumental Ensemble. In quell’occasione la band ha esplorato il rapporto tra l’apporto tecnologico e la scrittura umana, utilizzando testi elaborati in collaborazione con l’intelligenza artificiale per l’ideazione di partiture cinematiche; un’attitudine alla ricerca che trova oggi continuità in questa nuova produzione.

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