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L’ipotesi hip-hop di Sandro Su e Antares Color tra rigore sonoro e sottrazione

“Disco dell’anno”, il nuovo album collaborativo firmato da Sandro Su e Antares Color e pubblicato da Aldebaran Records, si presenta sia in formato digitale sia in un’edizione limitata in vinile. Il titolo introduce fin da subito un attrito: non si tratta di un’affermazione di superiorità o di una provocazione fine a sé stessa, ma di un dispositivo linguistico che si appropria della categoria del “migliore” per metterne in crisi il funzionamento, mettendo in discussione il bisogno stesso di esistere all’interno di una classifica.

Il progetto si sviluppa lungo una traiettoria di trasformazione concreta, dove il tempo trascorso ha inciso sulla scrittura, sul suono e sull’organizzazione del materiale. L’impulso iniziale si è fatto selezione e la quantità ha lasciato spazio alla precisione, distribuendo l’energia con maggiore controllo, tra urgenza e misura. La distanza dal lavoro precedente diventa così una misura concreta, che non viene colmata ma resa visibile e trasformata in materia strutturale.

La produzione integrale di Antares Color definisce l’architettura del disco. Il suo background nel turntablism emerge in un approccio rigoroso ed essenziale, dove il suono si costruisce per sottrazione. Le tracce diventano ambienti delimitati in cui la voce si muove con precisione, con una particolare attenzione dedicata alle texture: bassi caldi, batterie che alternano essenzialità e complessità, e un uso consapevole di spazi e silenzi che non cerca l’impatto immediato, ma la coerenza di un universo sonoro. L’identità hip-hop attraversa il disco in modo strutturale, come una grammatica interna che organizza ritmo e parola senza aderire a modelli prevedibili.

Il lavoro si distingue per la capacità di alternare momenti introspettivi e vulnerabili ad aperture più dure, con armonie che richiamano spesso il soul e il jazz all’interno di strutture non convenzionali, tra cambi improvvisi e sviluppi interni. Anche le collaborazioni su tredici tracce seguono una logica di essenzialità e non di strategia: Nick C rappresenta la continuità di un percorso condiviso, mentre Toni Zeno introduce un’energia generazionale differente che si innesta nel progetto con naturalezza.

La pubblicazione è accompagnata dal videoclip del brano “Outro in anticipo”, diretto da Fulvio Sabia: una sequenza minimale in bianco e nero incentrata sul playback di Sandro Su tra luci e ombre, priva di scenografia o narrazione. Per quanto riguarda il supporto fisico, l’album è stato stampato in cento copie in vinile nero da 180 grammi con incisione DMM, numerate a mano e dotate di cover serigrafica con poster autografato.

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