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“Martian VooDoo”: Scemodiguerra allarga il folk verso territori sconosciuti

Con Martian VooDoo, Scemodiguerra fa un passo che ha senso solo in relazione a quello che era venuto prima. Il primo album — Isabella del Vento, il Santo Muratore e tanto tempo per pensare — era un lavoro casalingo, personale, costruito sulla penna di Luca Peverelli con quella ruvidezza tipica di chi racconta storie senza troppa mediazione. Il secondo disco è un’altra cosa: registrato al Bleach Recording Studio di Gittana con Andrea Maglia — già al lavoro con i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Manetti — e masterizzato da Giovanni Versari alla Maestà, porta con sé una produzione più curata e un’ambizione narrativa diversa.

La differenza più evidente è nel respiro. Se il debutto era intimo e circoscritto, Martian VooDoo si muove verso una dimensione più collettiva e rituale. Le storie raccontate coinvolgono persone semplici, i cui microcosmi oscillano tra una realtà che morde e la sospensione onirica di un sogno — uno spazio in cui le regole possono allentarsi e i significati non sono mai del tutto incontrovertibili. Peverelli e Mazzoletti sembrano meno interessati a spiegare e più a evocare, e questa scelta permea tutto il disco.

Il cambiamento più significativo riguarda il rapporto tra testo e musica. Rispetto al passato, i testi cedono spazio a sezioni strumentali che assumono un vero ruolo narrativo, traghettando l’ascoltatore dentro sensazioni che le parole farebbero fatica a contenere. È proprio in queste aperture strumentali che il duo sperimenta di più, cercando una codifica più contemporanea di una formula — quella del folk — che ha alle spalle una storia lunga e ben definita. Non sempre il tentativo è risolto con la stessa efficacia, ma la direzione è chiara e il coraggio di percorrerla va riconosciuto.

“Mastino”, il primo singolo, vede la partecipazione di Alessandro Alosi, ex voce de Il Pan del Diavolo, e introduce bene le coordinate del disco: qualcosa di ruvido e visionario insieme, che non cerca una conclusione ma accumula frammenti e capitoli che lasciano domande aperte. Martian VooDoo non è un album che si chiude su sé stesso — è fatto per restare un po’ in sospeso, e in questo sta buona parte del suo interesse.

TRACKLIST

01. Orione
02. Baciami Comunque
03. Mastino
04. Se io morissi in autostrada
05. Fiat 127
06. Captain Harlock
07. La casa
08. Laika
09. Scimmia Malcontenta nello Spazio Profondo
10. Mi libererai

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