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“Sbaglia porco” di Carlo Martinelli: il processo creativo messo a nudo tra improvvisazione e flusso di coscienza

Anticipato dal singolo “Roma ti stimo, ma mi butti un po’ giù”, è ora disponibile “Sbaglia porco”, un album che arriva a breve distanza dalla pubblicazione, sul finire del 2025, di “Grazie signore per la tranquillità mentale”, raccolta di brani e outtakes degli ultimi anni. Se quel progetto aveva il sapore di un archivio personale rimesso in ordine, questo nuovo capitolo si presenta invece come un’esposizione diretta del processo creativo.

Sbaglia porco nasce infatti da un largo utilizzo di improvvisazione stratificata e flusso di coscienza, tanto nella scrittura musicale quanto in quella testuale. L’intenzione dichiarata – raccontare “tutto quanto” – si traduce piuttosto in un autoritratto in movimento: più che un’opera compiuta, il disco sembra documentare il tentativo stesso di costruirla. Se fosse un quadro, non sarebbe l’opera finita ma la fotografia del pittore mentre dipinge.

Il risultato è un lavoro che rifiuta sovrastrutture intellettuali e sentimentalismi, scegliendo di aderire a una dimensione più istintiva, a tratti ruvida. Martinelli lo definisce come un’umanità “incapace e aggressiva”, esposta senza filtri. L’ascolto si muove così tra tensione e distacco, tra confessione e osservazione quasi clinica del proprio stesso caos.

Il percorso dell’artista romano è noto a chi frequenta la scena alternativa italiana degli ultimi anni. Con i Luminal ha pubblicato quattro dischi, condiviso il palco con i Placebo all’Arena di Verona e collaborato con gli Afterhours in occasione di “Hai paura del buio Reloaded”. Parallelamente ha portato avanti una produzione solista irregolare e volutamente spiazzante: dagli album “Miracoli e maledizioni” (chitarra e voce in presa diretta) a “Caratteri mobili”, EP registrato con band.

Con Sbaglia porco, Martinelli sembra accentuare questa traiettoria laterale, scegliendo una forma che mette al centro il gesto più che il prodotto finito. Un lavoro che si sottrae alle definizioni facili e che, nel bene o nel male, punta a restituire l’immediatezza del momento creativo prima che venga addomesticato.

TRACKLIST

01. Martedì
02. Impossibile riprodurre
03. Roma ti stimo, ma mi butti un po’ giù
04. Un fiore e un bong
05. Tutto quanto
06. Dubai ma non nel senso di Dubai
07. Niente mai

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