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Serj Tankian si racconta senza filtri in “Down with the System”: il memoir arriva finalmente in Italia

Foto: Ufficio Stampa

Per decenni Serj Tankian è stato il volto e la voce di una delle band più influenti e controverse della scena rock contemporanea. Ma “Down with the System – Un’autobiografia (o quasi)”, pubblicato in Italia da Il Castello nella collana Chinaski mostra un lato dell’artista che va ben oltre il ruolo di frontman dei System of a Down.

Più che una classica autobiografia rock, il libro si presenta come il racconto di un percorso umano e politico in cui musica, identità e attivismo si intrecciano continuamente. «Sono stato un attivista molto prima di diventare un artista», scrive Tankian, sintetizzando in poche parole il filo conduttore dell’intero volume.

Dalle origini armene della sua famiglia alla crescita negli Stati Uniti, il musicista ripercorre gli eventi che hanno contribuito a formare la sua coscienza civile e artistica. La storia personale si intreccia con quella collettiva, in particolare con il costante impegno per il riconoscimento del genocidio armeno e la difesa dei diritti umani, temi che hanno accompagnato tutta la sua carriera.

Naturalmente non manca il racconto dell’ascesa dei System of a Down. Tankian accompagna il lettore dietro le quinte di una delle avventure musicali più significative degli ultimi trent’anni, ricordando episodi ormai entrati nella storia del rock. Uno su tutti: il giorno in cui “Toxicity” raggiunse il primo posto nelle classifiche americane, coinciso con l’11 settembre 2001.

Tra le pagine emergono anche riflessioni sul fenomeno nu metal e sul ruolo che band come Korn, Limp Bizkit, Slipknot, Linkin Park e Incubus hanno avuto nello spianare la strada al successo dei System of a Down. Un successo che avrebbe poi raggiunto dimensioni globali grazie a brani come “Chop Suey!”, diventato il primo video metal a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube.

Uno degli aspetti più interessanti del memoir è però la capacità di alternare temi profondi a episodi sorprendentemente leggeri. Tankian racconta delle telefonate notturne di Buckethead, che lasciava in segreteria interminabili assoli di chitarra, dei backstage condivisi con Lemmy Kilmister e delle improbabili trovate di Mike Patton durante i tour. Aneddoti che restituiscono uno spaccato autentico della vita dietro le quinte del rock internazionale.

Il libro offre inoltre uno sguardo privilegiato sui rapporti con figure fondamentali della musica contemporanea, da Tom Morello a Chris Cornell, passando per Rick Rubin, Bob Dylan e Bruce Springsteen. In queste pagine emerge un artista curioso, spesso controcorrente, capace di muoversi tra mondi diversi senza rinunciare alle proprie convinzioni.

Particolarmente significativo è il racconto delle tensioni interne che nel 2006 portarono Tankian ad allontanarsi dai System of a Down nel momento di massima popolarità della band. Una scelta difficile, ma coerente con una filosofia che ha sempre privilegiato la libertà creativa rispetto alle logiche dell’industria musicale.

Negli anni successivi il cantante ha continuato a esplorare nuovi territori artistici, dedicandosi alla carriera solista, alla musica orchestrale e alle colonne sonore, dimostrando come la sua identità creativa non possa essere confinata all’interno di un solo progetto.

“Down with the System” è quindi molto più del racconto di una rockstar. È il ritratto di un uomo che ha scelto di utilizzare la propria notorietà per stimolare il dibattito pubblico, assumendosi il rischio di perdere consensi pur di rimanere fedele alle proprie idee. Un memoir che parla di musica, certo, ma soprattutto di coscienza, appartenenza e responsabilità.

L’uscita italiana arriva inoltre a poche settimane dall’attesissimo ritorno dei System of a Down nel nostro Paese: la band sarà infatti protagonista il 6 luglio a Milano per l’unica data italiana del tour.

INFO
https://www.instagram.com/il_castello_editore/
https://www.instagram.com/chinaskiofficial/
https://www.instagram.com/serjtankian/
https://www.instagram.com/systemofadown/

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