Le Targhe Tenco 2026 hanno premiato Orbit Orbit di Caparezza come miglior album dell’anno, al termine di un’edizione che ha fatto registrare un record di partecipazione: sono stati infatti 245 i votanti chiamati a scegliere i vincitori tra giornalisti, critici musicali e addetti ai lavori.
La vittoria nella categoria principale è arrivata per un solo voto di scarto. Orbit Orbit ha ottenuto 57 preferenze, precedendo di misura Una lunghissima ombra di Andrea Laszlo De Simone, fermo a quota 56. Più distanziati Madame, Mauro Ermanno Giovanardi ed Erica Boschiero.
Nella sezione dedicata agli album in dialetto o nelle lingue minoritarie d’Italia si è imposta Carmen Consoli con Amuri Luci, mentre Piji ha conquistato la Targa per la migliore opera prima grazie a Sta registrando audio…. Il riconoscimento per il miglior album di interprete è andato invece ad Avincola con Avincola canta Carella.
La Targa per la migliore canzone singola, assegnata agli autori del brano, è stata vinta da Emma Nolde con Quello che deve essere sarà. Nella categoria dedicata ai progetti collettivi, infine, il premio è andato a 80 Buon compleanno Ivan (Live in Teramo), prodotto da Filippo Graziani.
Istituite nel 1984, le Targhe Tenco rappresentano uno dei riconoscimenti più autorevoli della canzone d’autore italiana e vengono assegnate ogni anno da una giuria composta da giornalisti e operatori del settore ai migliori dischi pubblicati nel periodo di riferimento.
La cerimonia del Premio Tenco 2026 si svolgerà dal 22 al 24 ottobre al Teatro Ariston di Sanremo, dove saranno annunciati anche i tradizionali riconoscimenti alla carriera assegnati dal Club Tenco.
Le Targhe Tenco 2026
- Miglior album assoluto: Orbit Orbit – Caparezza
- Miglior album in dialetto: Amuri Luci – Carmen Consoli
- Migliore opera prima: Sta registrando audio… – Piji
- Miglior album di interprete: Avincola canta Carella – Avincola
- Migliore canzone singola: Quello che deve essere sarà – Emma Nolde
- Miglior album a progetto: 80 Buon compleanno Ivan (Live in Teramo) – prodotto da Filippo Graziani
