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“The Endless Dance”: l’incontro tra Hannah Peel e Beibei Wang ridefinisce il dialogo tra Oriente e Occidente

The Endless Dance nasce dall’incontro tra due traiettorie artistiche solo apparentemente lontane: quella della produttrice e compositrice nordirlandese Hannah Peel e quella della percussionista cinese Beibei Wang. Un progetto che affonda le radici in concetti antichi, ma si sviluppa con la libertà e la leggerezza del gioco, attraversando idealmente i 24 periodi solari del calendario cinese attraverso una tavolozza timbrica ampia e non convenzionale.

Sintetizzatori e pianoforte preparato dialogano con percussioni tradizionali e oggetti sonori inusuali — dalle ciotole di riso a una mandibola — in un paesaggio che sfugge alle categorie, oscillando tra ritualità, sperimentazione e slancio performativo. L’incontro tra le due artiste risale al 2023, durante la lavorazione di NEON del Manchester Collective. Pochi mesi dopo, un set completamente improvvisato al Kings Place, nell’ambito della residenza di Peel, ha rivelato un’alchimia destinata a evolversi in qualcosa di più strutturato. «Volevamo creare un mondo diverso attraverso l’immaginazione», racconta Peel.

Quella libertà performativa si è tradotta in una sorta di “registrazione permanente” del loro universo condiviso. The Endless Dance è stato inciso in cinque giorni presso i Real World Studios, studio rurale che rispecchia l’ispirazione naturale del progetto. L’album si configura come un collage organico, in cui flora e fauna diventano metafora sonora di cicli stagionali, emersioni e ritiri, pieni e vuoti.

Alla base delle sessioni c’è un linguaggio musicale già consolidato, ma anche un approccio radicato nel Taoismo, filosofia che valorizza armonia, intuizione e presenza nel momento. «Non ci preoccupiamo del risultato», spiega Wang. «Non risolviamo gli accordi: li lasciamo fluire, lasciando che sia la natura a guidarci». Questo principio si riflette in strutture aperte, sospese, spesso circolari, che privilegiano il processo rispetto alla destinazione.

Un ruolo chiave nella definizione del suono è stato svolto dal produttore Mike Lindsay (LUMP, Tunng, Guy Garvey, Jon Hopkins), che ha incoraggiato l’esplorazione, valorizzando elementi sfumati come respiri e rumori ambientali. La sua sensibilità organica ha contribuito a mantenere il disco su un piano umano e connesso, capace di essere tanto immersivo quanto dinamico. Tra gli ospiti figura anche Hyelim Kim al Daegeum (대금), flauto coreano dal timbro ricco e sfaccettato che amplia ulteriormente l’orizzonte timbrico del progetto.

Pur rappresentando un evidente scarto rispetto al background classico condiviso dalle due musiciste, l’album poggia proprio su quella formazione per permettersi una libertà così audace. Wang attinge alla propria esperienza nei sistemi musicali cinesi e occidentali: da un lato l’impianto orchestrale e il sistema temperato a 12 note; dall’altro una concezione legata ai materiali — metallo, terra, pelle, bambù — e a scale continue, dove una nota può essere al tempo stesso singolare e infinita. È in questa intersezione che The Endless Dance trova la sua identità, fondendo strutture e culture in un flusso sonoro coerente.

Più che un semplice album collaborativo, The Endless Dance si presenta come un laboratorio di ascolto reciproco, un’opera che mette in dialogo tradizioni, sistemi e sensibilità differenti. O, come sintetizza Wang, «due donne che parlano lingue completamente diverse e che hanno avuto una meravigliosa chiacchierata». Un’immagine che restituisce con efficacia la natura del progetto: rigoroso nelle intenzioni, ma mosso da una curiosità autentica e da un piacere condiviso del fare musica.

TRACKLIST

Wild Geese Arrive
Awaken The Insects
Mantis vs Horse
Grain Rain
Tiger Sex
Feed The Fireflies
Offerings To The Beast
Limit Of Heat
Thunder Begins To Soften

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