A oltre trent’anni dalla nascita del progetto, i Mountain Goats continuano a dimostrare una produttività fuori dal comune. La band guidata da John Darnielle ha annunciato l’uscita di “Days”, il ventiquattresimo album in studio della propria discografia, disponibile dal 7 agosto per Thirty Tigers.
Da sempre una delle realtà più rispettate della scena indie americana, i Mountain Goats hanno costruito il proprio percorso lontano dalle mode, pubblicando con impressionante regolarità dischi capaci di trasformare esperienze personali, memoria e letteratura quotidiana in canzoni dal forte impatto emotivo. “Days” sembra inserirsi perfettamente in questa tradizione.
Tra i brani presenti nel nuovo lavoro figura anche “Shallow Grave”, anticipazione di un album che nasce da un’idea curiosa. Come raccontato dallo stesso Darnielle, il progetto avrebbe inizialmente dovuto intitolarsi “Grunges” e rappresentare una sorta di ideale seguito di “Goths”, uno dei lavori più apprezzati della band. L’ispirazione arrivò quasi per scherzo, dopo una discussione online legata a un’ipotetica canzone dal titolo “Contemplating Pearl Jam in the Carolina Dawn”.
Da quella suggestione si è sviluppato un disco che guarda agli anni Settanta, Ottanta e Novanta come a un archivio emotivo in continua trasformazione. Non si tratta però di un’operazione nostalgica nel senso più rassicurante del termine. Le canzoni di “Days” sembrano interrogare il modo in cui il tempo modifica i ricordi, rendendoli talvolta nitidi e luminosi, altre volte deformati, sfuggenti o persino inquietanti.
Le parole di Darnielle lasciano intuire una delle caratteristiche più affascinanti del progetto: dietro melodie spesso luminose e tonalità maggiori si nascondono significati più complessi e sfumati. Una cifra stilistica che accompagna da sempre la scrittura del cantautore americano, maestro nel raccontare fragilità, fallimenti e speranze attraverso narrazioni apparentemente semplici.
Dal punto di vista sonoro, “Days” può contare ancora una volta sulla produzione di John Congleton, collaboratore di lunga data della band. Le registrazioni si sono svolte presso gli storici Sear Sound Studios di Manhattan, uno degli studi più iconici della musica americana.
Ad arricchire il disco contribuisce una nutrita schiera di ospiti. Tra questi figurano la cantante jazz Catherine Russell, Janis Siegel dei Manhattan Transfer, Matt Nathanson e l’arpista Mikaela Davis. Partecipazioni che sembrano ampliare ulteriormente il raggio espressivo di un album già ricco di suggestioni e sfumature.
A più di tre decenni dagli esordi, i Mountain Goats continuano così a muoversi con sorprendente libertà creativa. “Days” si presenta come un nuovo capitolo di quella lunga riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’identità che attraversa gran parte della loro produzione. Un disco che, almeno nelle premesse, sembra destinato a confermare la straordinaria capacità di John Darnielle di trasformare il vissuto personale in racconti universali.
TRACKLIST
1. Song for Layne Staley
2. Charlie Sheen Reaches Out to the Fed
3. Shallow Grave
4. Candlebox
5. Annie Haslam Imperial Phase
6. Crying on Eddie Nash’s Grave
7. Days
8. Best Hard Rock Album 2013
9. Going to Fennario
10. Woodstock
11. Hidden Majesty of Later Venom Albums
12. Last Day
INFO
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