Con Qualcosa in più, Braff prova a spostare il proprio baricentro narrativo, lasciandosi alle spalle l’introspezione compatta del debutto per aprirsi a una scrittura più dispersa e corale. Anticipato dal singolo “Che effetto fa”, il disco si costruisce come una sequenza di frammenti: storie in prima e terza persona che affiorano e scompaiono, seguendo una logica più emotiva che lineare.
Ne risulta un lavoro meno coeso rispetto al precedente, sia sul piano sonoro sia su quello tematico. Ma è una scelta consapevole. Braff rinuncia alla compattezza per inseguire una forma più sincera, accettando le incongruenze e i vuoti tipici della memoria. Le canzoni funzionano come istantanee, piccoli spaccati che non cercano di ricomporsi in un racconto unitario, ma piuttosto di restituire una sensazione.
In questo contesto emerge con maggiore definizione anche la sua identità di produttore. Le tre skit strumentali, tutte autoprodotte, non sono semplici intermezzi ma passaggi funzionali, che danno respiro e continuità al disco. L’intero progetto è stato realizzato al Larsen Studio insieme a Desso e Dematteis, mantenendo un’impronta artigianale che si riflette nella cura del suono.
Anche il lato visivo contribuisce a delineare l’estetica del progetto: il video di “Outro (unica ragione)” è stato diretto da Leonardo Del Bene, mentre Stefania Carbonara firma, tra gli altri, quello di “Chi ha ucciso David Schulz?”. Elementi che rafforzano l’identità del disco senza appesantirne la natura frammentaria.
Il titolo, Qualcosa in più, sintetizza bene la tensione che attraversa tutto il lavoro. Da una parte il rifiuto delle etichette e delle semplificazioni, dall’altra il bisogno costante di cercare altro, di non fermarsi. È una spinta che si traduce in un equilibrio instabile tra ambizione e disincanto: il desiderio di crescere convive con la consapevolezza che quell’“oltre” rischia di restare irraggiungibile.
In alcuni passaggi, però, il disco rallenta e cambia prospettiva. Affiora un elogio della semplicità, dei legami e di una dimensione più essenziale, quasi in contrasto con l’inquietudine che domina altrove. È proprio in questa oscillazione che Qualcosa in più trova il suo centro.
Il percorso di Braff, diviso tra Genova e Milano, si muove in parallelo a questa ricerca. Dopo gli esordi e il primo progetto, l’artista ha costruito collaborazioni con figure come DJ Kamo, DJ Fede e Macro Marco, mantenendo però una certa distanza dalle dinamiche più prevedibili dell’industria musicale.
Qualcosa in più è, in definitiva, un disco imperfetto ma coerente con le sue intenzioni. Non cerca soluzioni né sintesi, ma rimane in una zona di passaggio, dove il dubbio e la tensione diventano parte integrante del racconto. Ed è proprio in questa mancanza di equilibrio che trova la sua forma più credibile.
TRACKLIST
01. BRAFF SUL BOOM BAP (SKIT INTRO)
02. Outro (l’unica ragione) (feat Dj Kamo)
03. Che effetto fa (feat. Iacopoconlai e Bambini)
04. BRAFF SUL BOOM BAP (SKIT MY NAME)
05. Qualcosa in più (feat. Ashes)
06. Chi ha ucciso David Schulz? (feat. Andrea Amoroso)
07. BRAFF SUL BOOM BAP (SKIT CLUB SILENCIO)
08. Estate a Rivello (feat. Mana e Agostino Palmieri)
09. Una vita, due vite (feat. DJ Fede)
10. Le cose non dette (feat. Dj Andy P)
