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Wu-Tang Clan a Bologna l’8 marzo: trent’anni dopo, ancora nessuno come loro

L’8 marzo l’Unipol Arena ospita l’unica data italiana del tour europeo 2026. Per chi non c’era, una chance. Per chi c’era, un ritorno.

C’è qualcosa di strano e insieme perfetto nel fatto che il Wu-Tang Clan esista ancora, e che esista ancora così. A oltre trent’anni dalla formazione a Staten Island, il collettivo che ha riscritto le regole dell’hip hop non si presenta come una reunion nostalgia o un greatest hits ambulante: si presenta come sé stesso, con tutta la densità che quel nome porta addosso. L’8 marzo sarà all’Unipol Arena di Bologna per quella che è l’unica data italiana del tour europeo 2026, e già questo basta a capire che non è una serata qualunque.

Il loro impatto è difficile da misurare proprio perché non si è mai limitato alla musica. Enter the Wu-Tang (36 Chambers) non era solo un disco, era un sistema di pensiero, un linguaggio, un’estetica. Quello che RZA, GZA, Method Man e gli altri costruirono nei primi anni Novanta nei bassifondi di Staten Island aveva dentro qualcosa che non si datava, e il tempo gli ha dato ragione. Generazioni che non erano ancora nate quando uscì C.R.E.A.M. oggi conoscono quelle barre a memoria. Non è nostalgia: è canone.

Il tour europeo arriva con una partnership che, a modo suo, dice qualcosa sul modo in cui il Wu-Tang si muove nel mondo. Gizeh, brand internazionale di smoking accessories e official tour partner, ha scelto Bologna per presentare il progetto Real Recognize Real — un principio prima ancora che uno slogan, radicato nelle stesse sottoculture da cui il collettivo viene. L’idea è che l’autenticità non si annuncia, si riconosce. E che certi sodalizi hanno senso proprio perché partono da lì.

Per la data italiana, Gizeh ha scelto Tormento come testimonial: una scelta che non è decorativa. Tormento è una delle voci che ha contribuito a definire cosa fosse l’hip hop in Italia, e la sua presenza mette in dialogo due storie parallele — quella del collettivo di Staten Island e quella di una scena nazionale che da quella stessa radice ha imparato molto.

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