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La mostra ‘Rotte Rock – Mappe e territori dell’anima nelle copertine dei dischi’ – Photogallery

L’appuntamento di luglio con ‘Territori – Traiettorie di salvataggio da qui alla fine del mondo’ – il calendario di eventi che ‘accompagnerà’ Lucca alla data che i Maya indicano come quella in cui il mondo finirà – è con una mostra, ideata da Sky Stone and Songs, che inaugura con un vernissage, venerdì 13 luglio, a partire dalle ore 20.

Per questo mese, si esce dalla consueta ‘location’ del negozio Sky Stone and Songs di piazza Napoleone – che organizza e promuove gli eventi – e ci si trasferisce in via Sant’Andrea, allo studio d’arte ‘La Latteria’, dove sarà visitabile – ad ingresso gratuito -, fino al 21 luglio, ‘Rotte Rock – Mappe e territori dell’anima nelle copertine dei dischi’.

L’esposizione inaugura, appunto, venerdì 13 alle ore 20:00, quando ‘La Latteria’ si animerà anche grazie ai due artisti L&L che daranno vita alla live-performance, ideata da Luca Giorgi, ‘Musica Rotta’, che ha come protagonisti proprio i dischi in vinile.

La mostra ‘Rotte Rock’ parte dalla copertina di Stanley Donwood per i Radiohead di ‘Hail to the thief’, per svilupparsi in una rassegna – divisa in tre sezioni – che crea una sorta di ‘road map’ che porta lungo coordinate immaginarie o reali in luoghi e mondi nuovi.

Molto prima che arrivassero i video a ‘illustrare’ la musica, c’erano le copertine dei dischi a creare e dipingere tutto un immaginario iconografico. Proprio attraverso le immagini che illustravano i lavori discografici, l’arte con la ‘A’ maiuscola e la ‘piccola’ cultura veicolata dalla musica popolare, si sono avvicinate, grazie all’affermarsi, negli Anni Sessanta, della Pop Art. Dalle copertine ‘lisergiche’ dell’era psichedelica, ai lavori immaginifici che hanno contraddistinto l’epopea progressive in Inghilterra e in Italia; dalla grafica punk anarchica, all’estetica decadente e raffinata della new wave, passando per le foto di Robert Mappelthorpe e di molti artisti contemporanei (Julian Opie, Damien Hirst, Mark Kostabi, Mimmo Paladino e molti atri), questa sorta di ‘attrazione fatale’ ci ha regalato una notevole serie di opere, da sentire, ma anche da vedere.

E la mostra di via Sant’Andrea rappresenta un’ottima occasione per avvicinare un tipo di arte che spesso abbiamo sotto gli occhi, ma forse non ci fermiamo ad apprezzare come meriterebbe.

‘ROTTE ROCK’

presso ‘La Latteria’

via Sant’Andrea (di fronte alla Torre Guinigi)

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